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Bianca e Bea. Due sorelle molto speciali

Nella fluidità e semplicità di questo racconto si snoda una storia "vera" di una profonda consonanza tra un cane e la sua sorellina umana, durante un preciso arco temporale che vede crescere assieme queste due creature "gemellate" dal destino, come due innocenti e positive anime legate da una simbiosi che le accomuna persino in una identica e complessa malattia

Stefania Genovese
Bianca e Bea

Foto di Patrizia Calvino

Una splendida strenna natalizia, il libro di Daniela Motzo Bianca e Bea. Due sorelle molto speciali.
Un libro che prima di tutto ci insegna una rivoluzionaria verità, attraverso trascorsi difficili, pregiudizi, ed un immenso affetto inscindibile che vince ogni destino avverso; ossia non solo quanto un animale possa essere importante per la vita di un bambino ma anche quanto quest'ultimo possa essere la ragione d'essere, il centro del tutto, per un cuore a quattrozampe.

Beatrice è una bimba molto bella e giudiziosa; sempre disponibile ad aiutare coloro che sono in difficoltà, amata da tutti coloro che la frequentano, orgoglio dei suoi genitori. Purtroppo un giorno la piccola si ammala di diabete mellito e da allora tutto il suo piccolo mondo si trasforma; a scuola diventa una "sorvegliata speciale" a causa delle possibili crisi ipoglicemiche. Nel contempo, necessariamente, le vengono precluse alcune tipiche attività dei suoi coetanei (come mangiare dolcetti vari e torte alle feste di compleanno) e talune compagne di scuola iniziano ad allontanarla perchè non comprendono il suo stato, e vedendo Bea praticarsi le iniezioni di insulina, necessarie al controllo quotidiano della glicemia, inquietano le loro diffidenti mamme. La madre di Bea, Teresa, diventa cupa e molto possessiva, sempre timorosa per la salute precaria della figlia; Bea invece affronta con coraggio la sua realtà e con grande responsabilità impara a monitorare la glicemia, e a riconoscere quei sintomi che possono portarla al collasso, anche se un velo di tristezza si dipinge sul suo bel visetto tanto assennato. A quel punto il padre Stefano decide di informarsi sui cani che fiutano l'ipoglicemia, e se pur con molta riluttanza ,e dopo molte insistenze, convince Teresa a concedegli di prendere per Beatrice, uno di questi cani speciali provenienti da Londra.


Così il penultimo giorno di scuola Bea, riceve, palpitante di gioia, una nuvola soffice di pelo, un golden retriver, la sua cucciola di pelo che chiama "Bianca". Fin dal momento in cui Beatrice viene informata dai genitori che sarebbe diventata la padroncina di un cane, lei prende molto seriamente la sua nuova responsabilità, predisponendo con attenzione ogni cosa necessaria, e persino addormentandosi nella cuccia per testarne la morbidezza. Da quel giorno Bea e Bianca divengono inseparabili, trascorrendo assieme intere giornate, correndo sulla spiaggia durante le vacanze e dormendo accoccolate nel letto. Bea comprende che ormai la solitudine e la malinconia non sarebbero più potute ritornare nella sua vita finchè al suo fianco ci fosse stata la sua amata Bianca che la accompagnava ovunque fosse possibile. Purtroppo Teresa già molto restia ad accollarsi la cura di un cane, lamentandosi spesso e non comprendendo quanto potesse essere importante Bianca per Beatrice, una notte in cui la piccola Bea, alzandosi dal letto, sviene a causa di una crisi diabetica, ritiene la presenza di Bianca inutile e convince il marito Stefano della necessità di allontanarla dalla loro bambina. Così avvalendosi dell'animo dolce ed altruista di Bea, e sottovalutando il suo sgomento e la sua angoscia, la convince a regalarla ad una compagna di giochi, Giorgia, sostenendo che quest'ultima, portatrice della sindrome di down, avesse tanto bisogno più di lei di avere accanto Bianca. Così avviene ma...

Bea rivedendo ancora una volta Bianca, comprende che purtroppo la famiglia di Giorgia non è in grado di accudirla in modo adeguato, secondo gli insegnamenti del bravo veterinario Claudio, (altro personaggio importante di questa vicenda). Entrambe poi si disperano, piangendo ciascuna a proprio modo, nel doversi ancora separare. Dopo di ciò, Bianca fugge dalla casa di Giorgia, saltando da una finestra, e ferendosi, ritorna dalla sua Bea; finalmente tutti comprendono la necessità di non spezzare più questo profondo connubio. Purtroppo la gioia del loro riavvicinamento viene spezzata dalla scoperta che anche Bianca si è ammalata di diabete. Ora Bea e Bianca sono ancora più simili, due angeli che condividono, pur nella loro eterospecificità, un identico percorso di vita; ma Bea affronterà con coraggio questa inaspettata e negativa situazione, imparando a curare anche la sua amata cagnolina con la stessa determinazione e coscienziosità che applica a se stessa. Bea e Bianca sempre più unite attraversano assieme gli anni, sempre indispensabili l'una all'altra, sempre completandosi a vicenda, mentre Teresa si avvede quanto sia importante la presenza di Bianca come componente ineludibile e necessario della sua famiglia. Bianca significherà molto per Beatrice a tal punto da deteminare per se stessa, molte fondamentali scelte di vita sia dal punto di vista professionale, che sentimentale. Ma non svelo altro...

Un libro dunque che ci parla della empatia e delle preziose e precipue capacità dialogiche che si intessono tra bambini ed animali, un essere in relazione che vince le sfide delle diversità, creando una immedesimazione ed una consimilarità ricca di stupore, crescita, meraviglia, ed apertura verso il mondo. Un legame che è più di una affiliazione in grado di creare una metamorfosi emotiva che consente al bambino di sfruttare massimamente le sue propensioni evolutive ed al suo pet di sviluppare le sue innate inclinazioni alle manifestazioni di tenerezza, di fedele altruismo e di sincera e gratuita affezione.


Il libro è reperibile su Amazon anche in e-book. Della stessa autrice anche il libretto Fiabe di Trilly, adatto agli appassionati del mondo "magico" di bambini e cani.

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