ricerca internazionale

Onde gravitazionali, è ancora mistero sull'origine dei buchi neri

Allo studio "due buchi neri che si sono avvicinati in uno spazio vuoto e vengono da due stelle diverse"

Alfredo Lissoni
Onde gravitazionali, è ancora mistero sull'origine dei buchi neri

Il mistero sulle loro origini non è stato ancora risolto, ma almeno è possibile escludere una delle tre ipotesi che erano state formulate per spiegarle. I due buchi neri, la cui collisione ha generato il primo segnale delle onde gravitazionali, non sarebbe figlio di un'unica gigantesca stella morente. Quest'ipotesi non spiegherebbe infatti il segnale captato dalle due grandi collaborazioni internazionali, l'americana Ligo e l'europea Virgo. Lo spiegano sulla rivista Physical Review Letters i ricercatori dell'università di Kyoto.


Attraverso calcoli e simulazioni con un supercomputer, gli studiosi guidati da Joseph Fedrow hanno simulato il modello in cui i due buchi neri si sono formati dalla disgregazione del nucleo di una stella morente in due frammenti, ognuno orbitando l'uno intorno all'altro nei resti stellari. I buchi neri avrebbero quindi compiuto i loro ultimi fatali 'giri di danza' fino alla collisione in una sorta di 'vasca fatta di materia'. Ma questi risultati hanno mostrato di non andare d'accordo con i segnali colti da Ligo.


"Se quest'ipotesi fosse stata quella corretta, i due buchi neri avrebbero rallentato per la resistenza opposta al loro moto da parte di questa materia, così come noi siamo rallentati se dobbiamo fendere l'acqua invece dell'aria, e avrebbero perso energia più rapidamente, finendo per scontrarsi prima", rileva Giovanni Prodi, coordinatore dell'analisi dati di Virgo, associato dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). In altre parole, se fosse vera l'ipotesi di un'unica stella madre "avremmo visto un segnale diverso".


"Ciò significa quindi che questi due buchi neri si sono avvicinati in uno spazio vuoto e vengono da due stelle diverse", continua Prodi. Rimane da capire se si tratta di "due stelle che formavano un sistema binario, e noi abbiamo visto solo gli ultimi secondi di un processo lungo miliardi di anni", conclude Prodi, "o invece erano due stelle separate e i buchi neri si sono catturati per una sorta di incrocio di traiettorie, formando un sistema binario in tempi più recenti".

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