calcio e propaganda

Calciatore pro-Islam bannato dai videogame

"In Cina i testi del Corano vengono bruciati, le moschee chiuse, le scuole di teologia islamica e coraniche bandite, i sapienti religiosi uccisi uno ad uno". Ma non è vero

Redazione
Calciatore pro-Islam bannato dai videogame

"In Cina i testi del Corano vengono bruciati, le moschee chiuse, le scuole di teologia islamica e coraniche bandite, i sapienti religiosi uccisi uno ad uno. Nonostante questo, i musulmani restano in silenzio". Con queste parole il centrocampista dell'Arsenal, Mesut Ozil, ha espresso solidarietà alla minoranza cinese musulmana degli uiguri, criticando al tempo stesso il silenzio della comunità islamica nel mondo. Giorni fa, inchieste di stampa avrebbero dimostrato le persecuzioni subite da questa minoranza da parte delle autorità di Pechino. Queste ultime hanno negato le accuse, motivando i campi di detenzione come centri per la rieducazione di potenziali estremisti islamici.

La presa di posizione del calciatore tedesco però, nato da genitori turchi, ha suscitato la dura replica del governo cinese. Il suo portavoce ha dichiarato: "Saremo felici di accogliere Ozil nello Xinjiang (la regione che accoglie gli uiguri, ndr) affinché si renda conto della situazione" invece di affidarsi a "false informazioni".

Ma le reazioni non finiscono qui: mentre l'emittente di stato Cctv ha revocato la trasmissione della partita tra l'Arsenal e il Manchester City, prevista per lo scorso 15 dicembre, il calciatore è stato anche eliminato dalla versione cinese del videogioco di calcio eFootball pro evolution soccer (Pes), molto diffuso nel Paese asiatico. La società che distribuisce il gioco, la NetEase, ha diffuso un comunicato in cui ha spiegato che la scelta dell'azienda si è resa necessaria dopo che le parole del centrocampista "hanno ferito i sentimenti dei tifosi cinesi e compromesso i valori di fraternità e pace che caratterizzano lo sport". Anche la sua squadra, l'Arsenal, in una nota ha preso le distanze dalle dichiarazioni di Ozil, che il 15 dicembre non è stato inserito tra i convocati. E così ora passerà per vittime. Le persecuzioni contro gli islamici son tutte da verificare.

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