quel giro d'affari miliardario

Italia invasa dagli alimenti contraffatti

Il leghista Ciocca: "Il Parlamento Europeo nel maggio del 2016 ha approvato una risoluzione relativa all'indicazione di origine per alcuni prodotti ma tali atti non sono stati adottati creando una falla normativa gravissima in tema di etichettatura"

Redazione
Italia invasa dagli alimenti contraffatti

Foto ANSA

Siamo invasi dai prodotti tarocchi, e si sapeva. Che sul mercato vi siano moltissimi prodotti che riportano indicazioni non veritiere per quanto riguarda la provenienza d'origine della materia prima, sui quali si dovrebbe invece vigilare è un dato di fatto. Le contraffazioni riguardano tutto: oggettistica, elettrodomestici, capi d'abbigliamento e calzature; ma la situazione diventa particolarmente preoccupante quando si tratta di prodotti alimentari: nel 2012 ne sono stati sequestrati 24 milioni di chili, ma non è bastato; nel 2006 il giro d'affari valeva 50 miliardi, nel 2015 la Guardia di Finanza ha sequestrato merce per 81 milioni di euro (15mila tonnellate di falso gorgonzola, 13 milioni di bottiglie di finto Prosecco, 5mila tonnellate al mese di Parmigiano tarocco...), ed il trend non sembra arrestarsi. L'anno scorso lo scandalo ha riguardato i broccoli cinesi con il 92% di irregolarità per residui chimici. E purtroppo in questo casi ad essere in gioco è la nostra salute.

"Per evitare che il consumatore possa cadere in errore mentre acquista un prodotto l' articolo 26 del Regolamento UE 1169 del 2011, pone l’obbligo di indicare la provenienza e il luogo d’origine di un prodotto nel momento in cui il paese d’origine dell’ingrediente primario è differente", ha dichiarato l'europarlamentare leghista Angelo Ciocca che in tema di etichettatura dei prodotti agricoli e alimentari ha presentato una interrogazione alla Commissione Europea. "Il Parlamento Europeo nel maggio del 2016 ha approvato una risoluzione relativa all'indicazione di origine per alcuni prodotti ma tali atti non sono stati adottati creando una falla normativa gravissima in tema di etichettatura che va a discapito di produttori e consumatori".

"Chiediamo all'Europa di intervenire per porre fine ad un mercato falsato che non garantisce trasparenza rispetto all’origine delle materie prime. I produttori e i consumatori non devono essere ingannati!, ha dichiarato, "ma tutelati e messi nelle condizioni di scegliere prodotti certificati e sicuri". Sempre in tema di trasparenza alimentare, Ciocca ha interrogato la Commissione Europea in merito alle eventuali modifiche dell'ordinamento legislativo che il Canada intende intraprendere, anche in conseguenza del CETA (Accordo Economico Commerciale Globale), affinché "possano essere valorizzate provenienza e indicazione geografica dei prodotti".

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