SCHEGGE DVRACRVXIANE

Amici gay, non lasciate che il vostro orientamento diventi merce elettorale da svendere all’offerente più paraculo

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Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster nasce a Roma abbastanza tardi da essersi goduto i mefitici effluvi scolastici e universitari del ’68. Nella vita non scrive (semmai parla!), ma lo fa per passione e missione, essendo un convinto assertore di quelle libertà di pensiero e di opinione che, ben 3000 anni dopo Atene e Roma, vengono messe sotto assedio da una sorta di Pensiero unico depressivo, nichilista e soprattutto antidemocratico.

Il suo nome nasce dal connubio fra l’aulicità del romanticismo nibelungico e lo humor “trash” col quale Egli si rende guastatore delle peggiori ipocrisie progressiste e radical-chic.

Il “castigat ridendo mores” contraddistingue da sempre il tenore tematico e stilistico sia delle sue collaborazioni (Qelsi, Arianna Editrice e, ora, anche Il Populista) sia della gestione del blog che coordina, Aristocrazia Dvracrvxiana, ove si ciondola dal ghibellinismo dantesco (la “Dvra Crvx” del Poeta e non la “moscia crux” di 4 fricchettoni post-conciliari) a ricette gastronomiche identitarie messe a tavola per onorare  contadini e pastori nostrani ed indurre giovanissimi e massaie a dire "basta!" a venefiche porcherie sottocosto globalizzate e a cazzarate eque e solidali.

Il suo motto è «alla "povertà" si guarda, non si crede».

Amici gay, non lasciate che il vostro orientamento diventi merce elettorale da svendere all’offerente più paraculo

È davvero triste vedere i social pullulare di propaganda falsa e bugiarda incentrata sui cosiddetti “diritti civili”, come si trattasse di invogliare dei bambini a comprare i biglietti del circo. A votare ci si va con la lucidità democratica del cittadino, non con una casacca posticcia e omologata cucitavi addosso da politici senza scrupoli che mai metterebbero i piedi nelle vostre scarpe. I diritti che chiedete vanno pretesi come cittadini, non come omosessuali; e non è accettabile che la loro concessione diventi uno specchio per le allodole utile solo a sfruttare il vostro voto, magari per realizzarci ben altro.


Eh già, ogni riferimento alle paracule lusinghe elettoralistiche delle sinistre al “mondo gay” è puramente voluto. I radical chic (quasi sempre etero) considerano i gay come "omosessuali" che talvolta sono anche "cittadini", anziché come cittadini che poi, come orientamento personale, sono omosessuali o bisessuali o polisessuali o quello che cavolo pare ad ognuno, così come funziona da migliaia di anni.

Prima di continuare, però, una doverosa (e coraggiosa) premessa vogliamo farla: molta Destra becera e poco erudita sbaglia a sua volta grandemente nel considerare la questione come ideologica, lasciandola appannaggio dei cosiddetti “progressisti”; l’omosessualità (come qualsiasi orientamento) non c’entra nulla col progresso ideologicamente inteso, anzi: la varietà dell’eros è ancestralità radicata nella storia, nella civiltà, e nella bellezza dell’Occidente. Pensiamo alle divinità dell’Olimpo pagano, ai grandi filosofi dell’antichità, ai gloriosi condottieri romani, ai maggiori pittori rinascimentali e ai più geniali musicisti classici. Pensiamo alle preziose istoriazioni di vita quotidiana che ci descrivono le abitudini del mondo antico come naturalmente polimorfe ed eterogenee. Insomma, quale forma di mediocrità spirituale può aver reso argomento, agli occhi della società moderna, un qualcosa di così naturale come il preferire Tizio o Caia o Caio a Tizia ?!


E a quanti dovessero credere che l’omosessualità disincentivi le nascite, va ricordato il Battaglione Sacro, la più celebre ed invitta falange guerriera della storia greca, composto da 150 coppie di guerrieri tebani omosessuali, che tuttora dà il nome ai reparti speciali dell’esercito ellenico e che è solo l’emblema più clamoroso di quanto le abitudini sessuali dei singoli non intervengano minimamente a turbare quella legittima esigenza di proliferazione demografica che ogni comunità deve nutrire per difendersi e sopravvivere. Quindi, per favore, lasciamo l’ipocrisia a chi ci ha costruito sopra carriere politiche, e guardiamo alle nostre statue con la giusta lealtà di degni eredi.


Ciò detto, passiamo a ragionare su quei melliflui schieramenti politici che sventolano innovazioni legislative non perché abbiano a cuore la tutela di esigenze di vita statisticamente minoritarie che nemmeno conoscono, ma per fare bottino di voti minati dal risentimento.


Ed è qui che l’asino casca davvero: l’ossessione delle Sinistre per il multiculturalismo e l’immigrazionismo è la negazione delle istanze gay; l’integralismo islamico del quale è intrisa la moltitudine di coloro che di questo passo diventeranno maggioranza demografica anche in Europa, considerando l’omosessualità un delitto contro lo Stato, inizierà a produrre leggi penali per condannarla. E, in quanto iconoclasti, gli islamisti sopprimeranno con ogni mezzo quella valorizzazione della bellezza e della libertà corporea che noi occidentali ci godiamo da migliaia di anni.


Provate a cercare nell’arte orientale, araba o africana quei riferimenti all’eros (etero o omo che sia) che noi abbiamo copiosamente partorito da sempre; provate a rintracciare un solo passo epico, religioso, filosofico o letterario arabo, africano o asiatico che parli benevolmente di omosessualità o di bisessualità. Troverete solo il filosofo nipponico Yukio Mishima, non a caso un grande combattente contro il modernismo globalista da cui è stato afflitto il Giappone “moderno” e antitradizionale.


Non fatevi ingannare da fazioni politiche che, fateci caso, annoverano fra le proprie file pochissimi omosessuali, là dove nella Destra europea accade l’esatto opposto: da Pim Fortuyn a Jorg Heider, da Alice Weidel a Gerald Grosz, sono tantissimi i politici omosessuali. E tale evidenza è talmente scomoda da mandare in puzza i giornali di sinistra…


Riportiamo questa citazione come paradigma dell’odio che i comunisti hanno nutrito sin dai primordi per l’omosessualità: "Nei paesi fascisti, l'omosessualità, rovinosa per la gioventù, fiorisce impunemente... Facciamo sparire tutti gli omosessuali e sparirà il fascismo!" 
(Articolo pubblicato dallo scrittore stalinista Maksim Gorkij sulla Pravda e sulla Izvestia in data 23 maggio 1934).

In ultimo citiamo Pasolini, un grande scrittore e poeta omosessuale; rileggetevi quel che ha scritto, rivedetevi i suoi film, e alla luce di quel che vi suggeriranno riflettete su chi possa aver avuto soddisfazione dalla sua morte. Ebbene chi voterebbe, oggi, Pasolini? Non possiamo più chiederglielo, purtroppo; ma forse potremmo azzardarci ad immaginare chi sicuramente non voterebbe. Rifletteteci, amici omosessuali.


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