Intervista all'economista candidato per la Lega

Alberto Bagnai: "Il PD ha demolito gli stipendi degli italiani"

"Le politiche del partito di Renzi hanno avuto l'effetto di ridurre diritti e salari uccidendo la domanda interna. I nuovi posti di lavoro sono precari e il reddito pro capite è fermo ai livelli di 20 anni fa"

Marco Dozio
Alberto Bagnai: "Il PD ha demolito gli stipendi degli italiani"

Alberto Bagnai, professore di politica economica, autore del libro il “Tramonto dell’euro”: lei ha ricordato sul suo blog che il partito per il quale si candida alle Politiche, la Lega, è stato l’unico a opporsi all’austerità imposta da Bruxelles.
L’Italia in questo momento sta soffrendo perché all’epoca del governo Monti, arrivato al potere nei modi che sappiamo, è stato approvato il Fiscal Compact che ratificava le politiche di austerità alle quali mi ero opposto, in solitudine, a livello scientifico sul mio blog, chiarendo nel 2011 quello che poi avrebbero dovuto ammettere nel 2015 persino gli economisti della Bocconi: ovvero che la nostra non è una crisi di debito pubblico ma è una crisi di debito privato. Significa che non è saltato lo Stato italiano, ma sono saltate le banche italiane. La Lega è l’unico partito che si è opposto a questa deriva.

La scelta di candidarsi per la Lega le ha procurato gli attacchi virulenti di certa sinistra intollerante.
La vera domanda non è perché ho aderito alla Lega provenendo da sinistra. La vera domanda è perché non avrei dovuto aderire all’unico partito che su un tema così dirimente ha dimostrato fermezza e lungimiranza. E non è successo solo relativamente all’economia, ma in molto altri campi. Se devo rifare il passaporto, ho l’obbligo di fornire le impronte digitali, che è quello che la Lega chiedeva di fare con chi si approcciava al nostro territorio senza documenti. Per non parlare dei respingimenti: Lega ne ha parlato per anni, poi Minniti ha provato parzialmente a metterli in atto. In Italia la definizione di fascista assume connotazioni paradossali: una cosa è fascista finchè non la fa il PD. Noi siamo stanchi di questo sistema di potere politico-economico-mediatico che fallisce, nasconde i propri fallimenti sotto il tappeto e continua ad alimentare politiche fallimentari. Io ero stanco di questa situazione già nel 2011. Vedo che ora molti italiani, anche a sinistra, sono stanchi e hanno capito che il PD deve essere punito elettoralmente. E che la Lega è l’unica forza credibile e in grado di cambiare pagina.

Perché il Fiscal Compact è dannoso per l’economia del Paese?
L’obiettivo del pareggio di bilancio e il Fiscal Compact, con il suo obiettivo di riduzione del debito pubblico entro una soglia arbitraria, non corrispondono ad alcuna logica economica. Mi rendo conto che nel 2011 molti cittadini e molti colleghi potessero non capirlo, ma abbiamo il perfetto controesempio nelle politiche di Monti: diceva di voler abbattere il debito, quindi ha ridotto il deficit riportandolo nei parametri di Maastricht, ma il debito è aumentato. Perché quando un’economia è in sofferenza, come quella italiana, ogni euro di taglio alla spesa uccide, sottrae, cancella 1 euro e mezzo e in alcuni casi 2 euro dei redditi dei cittadini. In sintesi: è più facile pagare un debito da 10mila euro se guadagni 3mila euro che pagarne uno da 100 euro se sei disoccupato. Monti ha cercato risolvere il problema del debito con la disoccupazione. E questi sono i risultati. Non è possibile andare avanti in questo modo. La nostra proposta di politica economica prevede di superare lievemente il margine di Maastricht del 3% del rapporto debito/pil, in modo da far ripartire l’economia italiana con investimenti pubblici. Questa è l’unica speranza, prima che arrivi la prossima crisi internazionale che ci coglierebbe in condizioni di fragilità tale da mettere completamente in ginocchio l’economia.

Eppure ci raccontano che Monti ha salvato il Paese, con il supporto del PD, e che lo stesso PD ha determinato il rilancio dell’economia di cui tanto sentiamo parlare nei telegiornali.
I numeri, naturalmente, non dicono questo. I numeri dicono Monti ha lasciato un rapporto debito/pil di oltre 13 punti più alto di quello che ha trovato. E che i posti di lavoro “creati” dal PD sono precari. E che il nostro reddito pro capite è ancora ai livelli di 20 anni fa. Quindi non c’è solo un problema di crescita, ovvero che magari ad aprile staremo un po’ meglio rispetto a marzo: il punto è che a dicembre di quest’anno staremo peggio rispetto al dicembre del 1997. I cittadini lo percepiscono e per questo desiderano liberarsi di chi ci sta governando.

Alla luce di tutto questo lei si è chiesto chi sono i veri populisti.
I veri populisti sono coloro che vanno dagli elettori a dire che la Lega è fatta di persone cattive che vogliono sfasciare tutto, e che con l’uscita dall’euro verrebbero distrutti i redditi. L’ex premier Renzi si sta comportando in modo estremamente scorretto, essendo in grande difficoltà: mi cita in tutte le trasmissioni nelle quali è ospite senza nemmeno avere l’eleganza di menzionare il mio nome o la mia posizione lavorativa, e attribuendomi parole che non ho mai pronunciato. Evidentemente Renzi ha imparato economia dal sindaco Nardella, il quale disse che una valuta forte aiuta il turismo. Ovvero, secondo il sindaco, i turisti sarebbero arrivati più volentieri a Firenze potendo buttare più soldi per colpa di un tasso di cambio dell’euro troppo alto. In realtà ho visto i flussi turistici orientarsi verso una serie di altre destinazioni, grazie anche a un cambio conveniente. Non mi sorprende che una persona che ha simili principi di economia stampati in testa utilizzi argomenti di pancia, dicendo che le nostre politiche impoveriranno gli italiani e che siamo nemici dei deboli. In realtà osservo che siamo ancora alla restituzione degli 80 euro che Renzi aveva elargito per farsi eleggere. Stiamo parlando di una parte politica, quella espressa dal PD, che ci raccontava quanto fossero utili i sacrifici da fare in nome dell’Europa. Un’Unione europea che in realtà serviva soltanto ai loro personali interessi. Tra l’altro questi personaggi hanno fatto male pure i loro interessi, visto che le loro banche sono saltate per aria. Io non so se il cittadino di Firenze voglia ancora affidarsi a costoro. Per carità, tutti siamo abitudinari, ma c’è un limite. 

Lei è candidato in diversi collegi plurinominali e all’uninominale di Firenze contro Renzi.
Sentire Nardella e Renzi parlare dei vantaggi dell’euro è sconfortante. Il collegio di Firenze, nel quale appunto vado a combattere sull’uninominale, beneficerebbe particolarmente di un equilibrio sul rapporto di cambio tra l’Italia e il resto del mondo. Perché Firenze, e in generale le zone limitrofe, esprimono un enorme potenziale turistico che con la valuta forte si è trasformato fatalmente in un turismo povero 'mordi e fuggi', dato che in ragione di un euro forte, che non rispecchia la nostra economia, si è costretti a un tipo di turismo ad alto consumo di territorio e a basso valore aggiunto. Firenze inoltre è inserita in un distretto dove è rilevante per esempio la meccanica d’eccellenza e in generale le aziende potenzialmente orientate ai mercati esteri. Ma anche queste imprese soffrono.

Il PD ha reso gli italiani più poveri?
La politica del PD è inseguire la domanda estera uccidendo quella interna. Significa andare alla ricerca degli acquirenti esteri per i nostri prodotti non mettendo i nostri lavoratori nelle condizioni di acquistare beni. La politica del PD ha avuto come effetto quello di abbassare gli stipendi degli italiani. Il Jobs act è servito a questo: a ridurre i diritti, per ridurre i salari, per abbattere il costo del lavoro, per promuovere la vendita all’estero. Uccidendo le vendite all’interno. Quando si parla di interesse nazionale pensiamo al fatto che il PD ha in mente un’economia che vive solo sulla domanda estera: ma questo è assurdo perché nel momento in cui all’estero si verifica una crisi, è chiaro che quanto più dipendi dalla domanda estera e non dai soldi e dal risparmio degli italiani, tanto più soffri. Guardate la vicenda dell’Embraco. Il PD vuole puntare sui capitali esteri senza controllarli, senza fare patti chiari, poi le multinazionali se ne vanno e il ministro Calenda piagnucola. Il PD ci attacca sulla flat tax, ma lo scorso anno ha previsto una flat tax in via esclusiva per i ricchi esteri che vogliano portare la residenza fiscale in Italia, mentre la flat tax proposta dalla Lega comporta benefici per tutti. Il PD lavora per i consumatori esteri, ai quali vuole che noi vendiamo i nostri prodotti. Lavora per gli imprenditori esteri, invitati a comprare le nostre aziende salvo poi svuotarle. E lavora per i ricchi esteri, ai quali offre l’Italia come paradiso fiscale. Possiamo dare politicamente un calcio al PD. Gli italiani hanno l’occasione di difendere il proprio Paese sbarazzandosi del partito di Renzi.

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