Quinto allontanamento del 2017

"Amri mio fratello", espulso tunisino senza fissa dimora

Aveva minacciato un volontario Caritas: "Occhio per occhio dente per dente, perché i tuoi fratelli hanno ammazzato un mio fratello a Milano"

Redazione
"Amri mio fratello", espulso tunisino senza fissa dimora

E almeno questo l'han rimpatriato, giovedì. A seguito di "attente e approfondite attività investigative è stato espulso dal territorio nazionale, per motivi di sicurezza dello Stato, con un volo partito dall'aeroporto di Palermo, un tunisino 53enne, pluripregiudicato per reati comuni, in posizione irregolare sul territorio nazionale e senza fissa dimora", fanno sapere dal Viminale. Nelle (nostre) patrie galere ne restano ancora diverse centinaia, ma tant'è, con pazienza fra mille anni ce ne saremo liberati. Magari qualcuno morirà prima di vecchiaia, ultra centenario, in attesa che Minniti si dia una mossa.


"Con quest'ultimo rimpatrio, il quinto del 2017" (me cojoni!, NdA) salgono a "137 i soggetti gravitanti in ambienti dell'estremismo religioso espulsi con accompagnamento in frontiera dal gennaio 2015 a oggi", informa il Viminale. In particolare, il tunisino era all'attenzione degli investigatori perché il 28 dicembre scorso, nella mensa della Caritas di Latina, durante la distribuzione dei pasti, ha urlato "Io non mangio questa m..." e minacciato un volontario intervenuto per calmarlo, dicendogli: "Io esco fuori, ti aspetto. Occhio per occhio dente per dente, perché i tuoi fratelli hanno ammazzato un mio fratello a Milano", riferendosi al conflitto a fuoco in cui aveva perso la vita il terrorista Anis Amri.

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