"Guida e maestro" del movimento islamico

Istanbul, il killer della strage di Capodanno: "Non sono pentito e lo rifarei"

Il terrorista Abdulkadir Masharipov sarebbe disposto ad aiutare gli inquirenti in cambio di informazioni sulla sorte del figlio, prelevato dai jihadisti

Redazione
Istanbul, il killer della strage di Capodanno: "Non sono pentito e lo rifarei"

Da express.co.uk

"Non sono pentito e lo rifarei di nuovo": queste le parole di Abdulkadir Masharipov, il terrorista che la notte di Capodanno uccise 39 persone e ne ferì altre 65 nell'esclusiva discoteca Reina, ad Istanbul, A riportare alcuni stralci delle "sommarie informazioni" rilasciate dal jihadista di origine uzbeka è venerdì il sito web del quotidiano Hurriyet, secondo il quale gli interrogatori non sarebbero ancora iniziati nonostante l'arresto sia avvenuto lo scorso 17 gennaio.

I contatti di Masharipov su Telegram, WhatsApp e altri sistemi di messaggistica hanno inoltre permesso alla polizia di risalire a 30 indirizzi sparsi in diverse province del Paese e giungere all'arresto di 200 sospetti terroristi, molti dei quali non turchi, alcuni inclusi nelle liste dei ricercati per terrorismo internazionale, attivi nel fornire sostegno logistico a foreign fighters diretti a Raqqa e in Siria. La capillarità della rete è testimoniata dall'ingente quantità di denaro ritrovata nella casa dove era nascosto Masharipov, ben 197 mila dollari, mentre rimane un mistero la sorte del figlio di quattro anni del jihadista, rapito dopo l'attentato dal padre, portato a Silivri, area a nord di Istanbul dove l'uomo si era nascosto, prima di essere prelevato da alcuni jihadisti affinché non diventasse un peso.

"Quando ero a Silivri tre uomini sono venuti dicendomi che mi stavano cercando dappertutto, e che mio figlio non poteva stare con me, assicurandomi che me lo avrebbero riportato prima che lasciassi Istanbul": secondo Hurriyet, Masharipov sarebbe disposto ad aiutare gli inquirenti in cambio di informazioni sulla sorte del bambino, che da una prima pista sarebbe stato portato nel periferico quartiere di Pendik, dove però un raid della polizia non ha ottenuto risultati positivi. Le indagini sono concentrate nella ricerca dei tre uomini che hanno preso il bambino e l'uomo che ha aiutato Masharipov negli spostamenti all'interno della città.

La polizia ha inoltre confermato che l'esplosivo di cui il jihadista non ha potuto disporre nell'attacco di Capodanno era stato sequestrato lo scorso 30 dicembre a Gaziantep, durante un'operazione che aveva portato all'arresto di 20 persone legate all'Isis. Secondo quanto riportato dal quotidiano Sabah Masharipov, grazie alla posizione influente all'interno della rete terroristica, avrebbe sposato ben quattro donne, due delle quali uzbeke, una kirghiza e una uigura. Abu Muslim Khorasani, questo il nome in codice, sarebbe stato considerato una "guida e maestro" del movimento islamico centroasiatico.

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