enigmatici felini

All'ombra del gatto nero

Il nuovo eclettico ed appassionante libro di Marina Alberghini che ci svela la vera magia di questo gatto affascinante attraverso la storia, la religione, l'arte e la letteratura

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Stefania Genovese

Stefania Genovese

Stefania Genovese, laureata in psicopedagogia e filosofia, ha ricevuto il premio internazionale "Zurich" dell'Università di Barcellona, per la sua tesi di laurea di indirizzo epistemologico sulla creazione dei miti moderni.

Autrice di programmi radiofonici sugli animali e curatrice di rubriche dedicate ai bambini. Ha diretto la rivista astronomica Kosmos e ha scritto numerosi articoli di divulgazione psicologica e scientifica sulle principali riviste italiane.

All'ombra del gatto nero

Se "il gatto" , come asserisce André Malraux, "è colui che attraversa la Foresta dei simboli e ne è l'iniziatore", il gatto dal manto color notte è forse la creatura felina più ammaliante e seducente, con i suoi neotenici occhi luminosi, stelle brillanti ed indomite, custodi dell'imperscrutabile, gemme luminose e cangianti che spiccano come stelle solitarie nella notte. Ma senza scomodare tutte quelle anime elette che sono rimaste avvinte dalla sua malìa o tutti coloro che ne hanno apprezzato la personalità e la fierezza, la storia del gatto nero vanta un retaggio secolare che nasce dall'Antichità e che confluisce ad oggi, accompagnando mitopoieticamente attraverso le ere sacre, oscurantiste ed illuminate, il cammino dell'uomo.

Marina Alberghini illustre presidentessa dell'Accademia dei gatti Magici e, massima esperta di cultura ailurofila ci offre un'opera squisita, dettagliata e molto doviziosa su questo micio dal manto color inchiostro...E già nel prologo si affaccia, purtroppo, il principio nefasto che portò questa nobile creatura ad essere macchiata dell'infamante accusa di essere servitore del diavolo e latore dunque di negatività e nefandezza...Così infatti cita l'autrice "sta calando la notte nella calda sera del giugno 1233...". Nel suo studiolo papa Gregorio IX alla fioca luce di una lanterna redige una infamante, superstiziosa e moralmente abietta Bolla, che sarà il preludio di sanguinose persecuzioni che porteranno lutti atroci a molte anime eterodosse e che sancirà la fine dei gatti.

Ma all'alba del gatto nero, nella classicità e nell'antico Egitto i gatti erano custodi sacri venerati e rispettati, portatori di simbologie feconde protettive che li avvicinavano alle dee. ma come riporta giustamente l'autrice, citando Mircea Eliade a quei tempi "in parecchie tradizioni, l'amicizia con gli animali e la comprensione della loro lingua, rappresentavano delle sindromi paradisiache. Al principio cioè in tempi mitici, l'uomo viveva in pace con gli animali e comprendeva la loro lingua". In Siam, in Giappone e principalmente nei paesi Arabi il gatto era amato e rispettato a tal punto che l'amore per i gatti faceva parte della fede. Ma, in Occidente, il superbo matriarcato della vecchia religione, in cui le donne erano depositarie del culto della dee, espressioni di nutrimento, guarigione, sensualità, garanti di anni ed anni di pace venne soppiantato dal vivace ed aggressivo Cristianesimo.

Esso iniziò a diffondere una visione gerarchica, maschilista ed oppressiva attraverso opere di autori quali ad esempio Tommaso D'Aquino che ponevano la perfezione nell'uomo e consacravano la sua superiorità e la sua gerarchia al di sopra della donna e di tutto il resto del creato. Marina Alberghini con precisa e minuziosa ricostruzione storica artistica ci racconta dunque questi secoli bui ove il Cristianesimo assorbì, assimilò e modificò le antiche deità per commutarle in santi madonne, modificandone altre come il dio Pan ad esempio per attribuirgli perlopiù caratteristiche deteriori e negative. E così arriviamo al "Dio dell'Inquisizione"; ecco dunque il sopracitato Gregorio IX che divenne il simbolo di tutte le efferate uccisioni sul rogo, inaugurando un'epoca dove l'antropocentrismo violento e dissennato vedeva nella natura un mero oggetto da utilizzare! Questo papa con la sua Vox in Rama ispiratagli a detto suo dallo stesso Dio, si scaglio contro presunti eretici, sette, streghe e gatti neri incarnazione del demonio ed espressione della natura ambivalente di Lucifero, metà angelo e metà bestia.

"Da allora le innocenti creature che avevano avuto la disgrazia di nascere gatti col mantello nero, non ebbero scampo..." scrive l'autrice che si addentra poi a raccontarci numerosi episodi storici e letterari nonché artistici inerenti a questi strazianti secoli di pregiudizi e di arretratezza intellettuale. E così il cattolicesimo fece del gatto la vittima designata di un manicheismo senza appello dove la doppia simbologia sole/luna ereditata dall'Egitto, sparisce per lasciare solo l'aspetto notturno con connotazioni malefiche. Il cammino sarà lento e solo dopo il 1550 i demonologi, uomini di legge razionali e colti, non facilmente suggestionabili, per nulla inclini al fanatismo, iniziarono a vedere la trasformazione delle strega in gatto nero come pura superstizione (menti elette come Giordano Bruno, Tommaso Campanella ecc).

Ed a poco a poco i nostri amici dal pelo color notte iniziarono ad essere considerati ed amati persino da personaggi ecclesiali come Sant'Adelmo che scrisse persino un Inno del gatto. Un papa, poi, Leone XII sarà citato dal celebre poeta René Chateaubriand nelle sue Memorie d'Oltretomba per avergli affidato in punta di morte il suo amato gatto Micetto che aveva grandemente a cuore... Procedendo, nel capitolo IV troviamo La Confraternita dei gatti neri, Le Chat Noir il ritrovo di tutti i poeti, gli scrittori, i pittori, gli scultori arditi e di vivida intelligenza che divenne poi anche un giornale che vedrà le firme di Victor Hugo, Camille Saint-Saens e molti altri illustri letterati...E Marina Alberghini ci racconterà anche in questo capitolo la genesi di questo fulcro di progresso che tramite i suoi rappresentanti scelse come sua icona questa creatura libera, indipendente, fantasiosa che era stata ingiustamente perseguitata dal fanatismo. Scopriremo dunque e resteremo stupefatti da quanto il gatto nero, così bistrattato dalle menti chiuse e conservatrici, sia poi diventato il principale rappresentante vivente di tutti gli spiriti più progrediti ed innovativi che lo ritraevano, lo descrivevano e si compiacevano di averlo accanto come nume tutelare ed ispiratore delle loro proprie opere come gli illustri Edouard Manet e Charles Baudelaire in cui poesia e pittura fondano un sodalizio geniale ed anticonvenzionale (solo per citarne alcuni).

Nel quinto capitolo "Il cuore nero del mistero" vengono riportate citazioni di letterati ma anche di scienziati che reputano il gatto capace di percepire "onde" di luce elettromagnetica, Sembra dunque che secondo le leggi fisiche ed astrofisiche i felini siano in grado di vedere una realtà invisibile all'uomo, attraverso la percezione di frequenze interdimensionali... Non a caso Lovecraft scriveva: "Il gatto è misterioso ed affine alle cose invisibili che l'uomo non potrà mai conoscere"... In questo libro molti altri grandi artisti vengono raccontati nei loro rapporti con questa enigmatica ed affascinante creatura come ad esempio il fondatore dell'impressionismo tedesco Ernest Kirchner, ed anche il fantastico scrittore sopracitato Howard Phillips Lovecraft, il maestro letterario del soprannaturale, antesignano della moderna fantascienza, che riuscì ad intessere con i gatti un rapporto veramente privilegiato.

Questo grazioso libro si conclude con due Appendici; la Prima che raccoglie "Le Cantate per i Gatti neri", la seconda dal titolo "La fortuna è un gatto nero" che riproduce immagini di cartoline augurali di questo speciale felino. Ma tante altre curiosità, citazioni, e racconti sul gatto nero sono contenute in questo graziosissimo ed imperdibile "livre de chevet felino" edito da da Mursia nella prestigiosa collana Felinamente & C.! Per rammentare dunque la preziosità e l'unicità di una creatura che ha significato molto nella storia dell'uomo e che troppo spesso ignorantemente è stata etichettata in modo antitetico alla sua vera natura. Perché un gatto nero è e sarà per sempre il custode tutelare della casa come mentore di fortuna e di intelligibilità.

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