Partito Democratico a picco

La disfatta di Renzi: è lui il vero sconfitto

Sala vince di misura a Milano solo grazie ai voti degli islamici e dell'ultrasinistra, la leghista Borgonzoni sfiora il miracolo a Bologna

Redazione
La disfatta di Renzi: è lui il vero sconfitto

Il presidente del consiglio Matteo Renzi. Foto ANSA

I ballottaggi confermano il trend del primo turno delle elezioni amministrative: il Partito Democratico perde quasi ovunque, i candidati del partito di Renzi riescono a resistere per un soffio soltanto a Milano, dove è risultato fondamentale l'apporto della sinistra estrema e della comunità islamica che ora terranno in pugno mister Expo per i prossimi cinque anni e a Bologna, dove a Lucia Borgonzoni non riesce per un soffio il miracolo, conquistando comunque oltre il 45% dei consensi in una città che dal dopoguerra è stata sempre considerata feudo della sinistra. La grillina Virginia Raggi asfalta letteralmente il dem Giachetti a Roma, mentre a Torino la sua collega di partito Chiara Appendino supera con un inatteso 55% il sindaco uscente Piero Fassino.

La Lega conquista numerosi sindaci dalla Liguria al Veneto, passando per Piemonte e Lombardia: i trionfi di Ilaria Caprioglio a Savona, Alessandro Canelli a Novara, Andrea Cassani a Gallarate, Maria Scardellato a Oderzo si aggiungono a quelli dei candidati di centrodestra a Pordenone e Trieste, in quel Friuli Venezia Giulia governato da Deborah Serracchiani, vice presidente del Pd. La scoppola rimediata da Matteo Renzi è un campanello d'allarme per il premier, che adesso rischia grosso in vista del referendum costituzionale di ottobre, che lui stesso ha legato alla propria permanenza a Palazzo Chigi. I risultati disastrosi del Partito Democratico suonano come un chiarissimo avviso di sfratto, un "ciaone" che gli elettori hanno indirizzato al premier e che sarebbe stato ancora più intenso con un'affluenza più alta, che avrebbe molto probabilmente consentito la vittoria di Parisi a Milano.

Uno dei risultati più clamorosi è quello di Cascina, città in provincia di Pisa, fino a ieri roccaforte renziana, dove da oggi Susanna Ceccardi, 29 anni, è il primo sindaco leghista della Toscana. Ha battuto al ballottaggio il candidato del Pd e sindaco uscente Alessio Antonelli, recuperando uno svantaggio di oltre 10 punti percentuali rispetto al primo turno. "Abbiamo vinto al fotofinish, al termine di una lunga ed entusiasmante battaglia", ha commentato sulla sua pagina Facebook la 'leonessa' come l'aveva ribattezzata in campagna elettorale Matteo Salvini. "Ci abbiamo creduto - sottolinea la Ceccardi - anche quando in pochi credevano in noi. Ci abbiamo creduto perché abbiamo avuto una squadra di entusiasti sognatori che hanno pensato che a Cascina si potesse cambiare e uscire dalle sacche dell'immobilismo e dopo 70 anni provare a costruire un'alternativa e rendere anche questo territorio contendibile. Tuttavia mi impegnerò a essere il sindaco di tutti, pronta ad applicare il programma con cui sono stata eletta ma, al contempo, a non far sentire nessun cascinese escluso, perché tutte le idee di buon senso per migliorare la città saranno valutate con attenzione".

Proprio a Cascina, Matteo Salvini terrà oggi la sua conferenza stampa per commentare i risultati dei ballottaggi: "Perché dovrei fare una conferenza stampa a Milano? Oggi quasi quasi la faccio a Cascina, nella rossa Toscana, dove abbiamo vinto con una squadra di ragazzi. Perché è il segno che dove c'è la Lega che lavora bene si vince, dove il centrodestra non si divide o litiga si vince. E per i 5 stelle non c'è spazio. L'unica alternativa a Renzi siamo noi" ha detto il leader leghista parlando a Radio Padania. "Oggi mi faccio tre ore di macchina e vado a Cascina, in Toscana, a festeggiare il futuro, perché da lì parte l'alternativa a Renzi e anche ai 5 stelle" - ha detto all'ANSA il segretario del Carroccio confermando la decisione di incontrare la stampa in Toscana  -. "Non scappo certo da Milano o da Varese, anzi non vedo l'ora di cominciare a fare opposizione in Consiglio comunale a Milano".

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