Astronomia e tradizione

21 giugno, solstizio d'estate: il giorno più lungo dell'anno

Evento venerato in molte parti del mondo ed in quasi tutte le civiltà della storia, segna il momento in cui la lunghezza delle giornate inizia a diminuire

Redazione
21 giugno, solstizio d'estate: il giorno più lungo dell'anno

Druidi festeggiano a Stonehenge il solstizio d'estate. Foto ANSA

Arriva ufficialmente l'estate, almeno dal punto di vista astronomico: alle ore 00:34 di martedì 21 giugno si verificherà infatti il solstizio e in quel preciso istante il Sole raggiungerà, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione massima. Così il giorno arriverà alla sua maggiore durata e durante il mezzogiorno solare un osservatore a circa 45° di latitudine potrà osservare il Sole toccare la sua massima altezza sull'orizzonte nonché vedere l'ombra di uno gnomone proiettata lungo la linea meridiana arrivare alla sua minima lunghezza.

Il solstizio d'estate sarà salutato dalla Luna piena in compagnia di Marte e Saturno e la giornata di domani sarà lunghissima, con ben 15 ore e 15 minuti di luce. Il solstizio, che nell'emisfero australe segna l'inizio dell'inverno, avviene quando "il Sole nel suo moto apparente lungo le costellazioni dello Zodiaco si trova più a Nord rispetto all'Equatore celeste", spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. Questa posizione del Sole ne garantisce la massima permanenza al di sopra dell'orizzonte e spiega perché il solstizio d'estate è il giorno più lungo dell'anno, nel senso che il periodo di luce ha la massima durata. A Roma, per esempio, il Sole il 21 giugno sorgerà alle 5,34 e tramonterà alle 20,48. A dare il benvenuto al primo giorno d'estate ci sarà la Luna piena, che sarà la più bassa sull'orizzonte dall'inizio dell'anno. Questo, osserva Masi, accade "perché se il Sole è nel punto più a Nord, la Luna piena, che è opposta al Sole, si troverà nel punto più a Sud". Essendo bassa sull'orizzonte, prosegue l'astrofisico, ci saranno anche maggiori possibilità di fare belle foto perché la Luna potrebbe 'infilarsi' in qualche scorcio del paesaggio". A rendere ancora più suggestiva la notte del solstizio, la Luna sarà in compagnia di Marte e Saturno, che tutti insieme offriranno una spettacolare "parata di corpi celesti".

Già dal 24 Giugno il sole comincerà a decrescere, sia pure impercettibilmente, sull'orizzonte: insomma, noi crediamo che cominci l'estate ma in realtà, da quel momento in poi, il sole comincia a calare, per dissolversi alla fine della sua corsa verso il basso, nelle brume invernali. Come qualsiasi evento particolare della natura anche il solstizio d'estate ha sin dall'antichità attratto l'interesse e la curiosità di stregoni, santoni, astronomi e persone comuni. Questo momento è infatti assai venerato in molte parti del mondo ed in quasi tutte le civiltà della storia. Nelle tradizioni precristiane le giornate solstiziali (inverno ed estate) erano sacre e ancora oggi ciò si rispecchia in una festività cattolica che cade qualche giorno dopo il solstizio canonico, nella precisione il 24 giugno, quando si ricorda la natività di San Giovanni Battista, colui che battezzò Gesù Cristo. In questa festa, secondo un'antica credenza il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua): da qui i riti e gli usi dei falò e della rugiada, presenti nella tradizione contadina e popolare. Non a caso gli attributi di S. Giovanni sono il fuoco e l'acqua, con cui battezzava; una comoda associazione, da parte del cristianesimo, per sovrapporsi alle antiche celebrazioni. Più scientificamente il Sole (simbolo del fuoco divino) entra infatti nella costellazione del Cancro ( simbolo delle acque e dominato dalla Luna) dando origine all'unione delle due opposte polarità.

Tra i riti più celebrati nella notte di S. Giovanni sicuramente quello dei falò, che accesi dai contadini sulle alture avevano da un lato una funzione purificatrice, dall'altro funzione propiziatoria in onore del Sole per garantirsene la benevolenza e rallentarne idealmente la discesa. In essi si gettavano cose vecchie, o le erbe raccolte l'anno precedente, perché il fumo che ne scaturiva tenesse lontani spiriti maligni. Secondo alcune credenze che si tramandano da secoli, chi salta il fuoco acceso la vigilia del 24 è sicuro di non dover soffrire determinati malanni per tutto l'anno. Gettando erbe particolari (come la verbena) nel fuoco del falò si diceva venisse allontanata la malasorte. La mattina del 24 giugno, inoltre, le persone giravano tre volte intorno alla cenere lasciata dal falò e se la passavano sui capelli o sul corpo, per scacciare i mali.

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