mail anonime al washington post

L'ultima porcata anti-Trump: il fuoco amico

Un gruppo di dissidenti repubblicani lo attacca su Facebook; fanno credere di essere migliaia. Ma ad una più attenta analisi si scopre che...

Redazione
L'ultima porcata anti-Trump: il fuoco amico

Foto ANSA

Adesso le lobbies se ne inventano una nuova: pur di far perdere le elezioni a chi è in vantaggio, cambiano in piena corsa le regole del gioco (la qual cosa, con un eufemismo, sembra quantomeno illegale). Se in Francia per sconfiggere Marine Le Pen si erano uniti partiti di schieramenti agli antipodi, in America, per contrastare Trump, i delegati repubblicani anti-tycoon si stanno organizzando per bloccarne la nomina come candidato presidenziale alla convention repubblicana di Cleveland a luglio.

E così, è già stato costituito un Political Action Committee (Pac), chiamato Courageous Conservatives (conservatori coraggiosi), per raccogliere le donazioni necessarie ad assumere uno staff e pagare eventuali spese legali. Partito come movimento di una dozzina di delegati che dicono di non poter votare "in coscienza" per Trump, il movimento avrebbe ormai raggiunto una platea di un migliaio di persone secondo gli organizzatori. Tanti avrebbero infatti partecipato domenica sera ad una conference call organizzata dai fondatori del movimento "Free the Delegates". Peccato però che nelle foto divulgate dal giornale di Washington, sotto la didascalia "Questi repubblicani non vogliono votare per Donald Trump", si vedano solo quattro gatti. Anzi due, per la precisione; le altre dieci persone, armate di videocamere, microfoni e Iphone sono chiaramente giornalisti. Ma tant'è.


In realtà - abbiamo verificato - il migliaio di pretesi sostenitori sono ricavati dai 27.157 "like" sulla pagina Facebook anti-Trump di Courageous Conservatives (un'inezia: sulla sua pagina personale il tycoon ne vanta 8.373.585). Ai dissidenti, poi, non passa nemmeno per l'anticamera del cervello che i followers siano in larga parte elettori democratici, come traspare dai (pochi) post di risposta ai commenti anti-Trump (peraltro a fronte dei moltissimi interventi in cui i promotori dell'iniziativa vengono insultati). Obiettivo del movimento, comunque, è cambiare le regole della Convention per far sì che i delegati non siano più obbligati a votare per chi ha vinto le primarie nel loro Stato. L'iniziativa però sta spaccando il partito.


Alcuni delegati sono arrivati a dire di aver ricevuto "intimidazioni" per non essersi schierati con il miliardario newyorchese, tanto che diversi di loro - chi siano non si sa - hanno parlato con il Washington post ma...in forma anonima. Il presidente del Comitato Nazionale Repubblicano (Rnc), Reince Preibus, ha respinto ogni ipotesi di cambiamento delle regole. Un portavoce dell'Rnc ha parlato di iniziativa "stupida", "nulla più di una creazione dei media e di una serie di Tweet". Ma lo speaker della Camera Paul Ryan ha dichiarato all'Nbc che non è suo compito "dire ai delegati cosa devono fare o non fare", un'affermazione che i ribelli considerano una sorta di via libera.

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