zingaretti diserta il processo

Mafia Capitale. Venafro: "Mai fatto favori a nessuno"

"Salvatore Buzzi? Lo conosco di fama e di persona, ma negli ultimi 15 anni non ho avuto nessun rapporto con lui"

Redazione
Mafia Capitale. Venafro: "Mai fatto favori a nessuno"

Foto ANSA

"Non ho mai fatto favori a nessuno". Lo ha detto, rispondendo ai giudici della II sezione penale, Maurizio Venafro, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, imputato in uno dei rivoli di Mafia Capitale con l'accusa di tentata turbativa d'asta per appalto sul Cup, il centro unico di prenotazione delle prestazioni sanitarie. L'uomo ha affermato di aver conosciuto l'ex capogruppo di Forza Italia al consiglio regionale, Luca Gramazio (attualmente imputato nel maxiprocesso a Mafia Capitale) e di avere avuto con lui rapporti esclusivamente di natura politico-istituzionale. "Non ho avuto contatti", ha spiegato, "specifici sulla gara Cup con Gramazio che venne da me una sola volta e mi paventò l'ipotesi di farci aiutare in alcune attività da due tecnici: Paolo Giuntarelli, che ho scartato nell'immediato perché coinvolto in vicende giudiziarie e Angelo Scozzafava, che invece aveva un curriculum. Mi sembrò una richiesta legittima quella di Gramazio perché lui voleva evitare che un contributo di professionalità e competenza arrivasse solo dalla maggioranza".


Venafro, che dal suo incarico si è dimesso nel marzo del 2015, ha raccontato che alla luce del ruolo che ricopriva "si rivolgevano a me tantissime persone in Regione, non solo Gramazio. Elisabetta Longo era la direttrice regionale acquisti e si occupava della composizione delle commissioni d'appalto, a lei girai il curriculum di Scozzafava". E ancora: "Gramazio mi cercò insistentemente ed alla fine presi un caffè con lui. Mi chiese, tra le altre cose, se la Longo fosse a conoscenza del fatto che il nome di Scozzafava fosse stato indicato da loro e io risposi di sì. Con Gramazio avevamo rapporti istituzionali frequenti ma non sto parlando certo di favori".


L'ex capo di gabinetto di Zingaretti ha, infine, affermato di conoscere Salvatore Buzzi, il ras della cooperative e imputato nel maxi processo: "Lo conosco di fama e di persona, ma negli ultimi 15 anni non ho avuto nessun rapporto con lui". Saltata invece la testimonianza del presidente della Regione Lazio. A causa di "sopravvenuti impegni istituzionali" il Governatore ha dovuto rinunciare e informare così i giudici. A fronte di questo dato di fatto i legali che avevano previsto il presidente nella lista testi hanno rinunciato alla citazione e chiesto alla corte di andare oltre. La prossima udienza è prevista il 18 luglio. Per quel giorno ci dovrebbe essere anche la sentenza.

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