Fuori da questa Ue

Brexit, la Ford scrive a 14.000 dipendenti britannici: fuori dall'Ue c'è il disastro

Terrorismo psicologico da parte della casa automobilistica, che evoca ai propri lavoratori lo spettro di "centinaia di milioni di costi"

Redazione
Brexit, la Ford scrive a 14.000 dipendenti britannici: fuori dall'Ue c'è il disastro

Bandiera britannica ed europea a Londra. Foto ANSA

Non sanno più a che santo votarsi gli anti Brexit, che farebbero di tutto pur di scongiurare la probabile imminente uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea. Mancano solo le previsioni di invasione di cavallette, siccità e febbre gialla, poi le hanno sparate tutte. A fare terrorismo psicologico ci pensa oggi anche la casa automobilistica Ford, che ha lanciato un appello ai suoi dipendenti britannici a soli tre giorni dal referendum, ammonendo su ipotetici rischi di "costi" aziendali annui pari a centinaia di milioni di dollari nel caso di un eventuale divorzio della Gran Bretagna da Bruxelles. In un lettera aperta indirizzata ai 14.000 lavoratori impiegati nel regno il colosso Usa dell'auto, pur negando di voler dare un'indicazione di voto, sottolinea - come hanno già fatto con i rispettivi dipendenti altre aziende e multinazionali - quelli che considera i pericoli di un'ipotetica Brexit. Nel testo si parla di "gravi preoccupazioni" al riguardo e si afferma che se Londra uscisse dall'Ue il gruppo Ford potrebbe perdere "centinaia di milioni di dollari all'anno".

Alle lobby che si inventano di tutto pur di terrorizzare gli inglesi si unisce Eurofer, l'associazione europea della siderurgia: "Un voto per la Brexit rappresenterebbe un altro colpo all'industria dell'acciaio del Regno Unito, la sua catena di valore e la più ampia economia, e avrebbe anche effetti di vasta portata sul settore europeo dell'acciaio", afferma in una nota. "L'industria siderurgica Gb è una componente vitale dell'intero settore dell'acciaio, e una Brexit getta nel dubbio la sua stretta integrazione nella catena del valore europea", ha aggiunto il direttore di Eurofer Axel Eggert; per questo, ha concluso, "la miglior speranza per l'acciaio britannico ed europeo è che il Paese voti di restare" nell'Ue giovedì. Ovviamente anche in questo caso, come per la Ford, nessuno studio e nessun numero ad accompagnare quello che appare solo come un disperato tentativo di dipingere un inesistente scenario apocalittico per il paese al di fuori dell'Unione europea.

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