giro d'affari da 70.000 euro

Milano: i "profughi" di Pisapia posteggiati in Stazione? Un bancomat per gli scafisti di terra

La gang criminale, composta da stranieri regolari, è stata denunciata da un egiziano reclutato come autista, che non ha però voluto prestarsi a quel bico commercio

Redazione
Milano: i "profughi" di Pisapia posteggiati in Stazione? Un bancomat per gli scafisti di terra

Foto ANSA

E bravo Pisapia. Mentre l'ex sindaco diMilano si stracciava le vesti con l'accoglienza dei profughi eritrei, che finivano regolarmente accampati davanti alla Stazione del capoluogo lombardo, il racket dei "passeurs" si fregava le mani e mandava dei reclutatori ad adescare i clandestini, offrendo loro un costoso passaggio in macchina verso il resto d'Europa. Una filiera criminale alla quale oggi è stato possibile mettere fine, ma solo grazie alla coraggiosa denuncia di un cittadino. Egiziano.


È finita dunque smantellata dalla Polizia di Stato quella che gli inquirenti definiscono una vera e propria organizzazione di "scafisti di terra", dedita al traffico di migranti. Dieci gli arresti - tre persone sono tuttora ricercate - per associazione a delinquere, finalizzata allo sfruttamento dell'immigrazione clandestina. I trafficanti agivano direttamente alla Stazione Centrale di Milano, dove nei mesi scorsi era allestito il punto di accoglienza temporanea dei migranti prima dell'apertura dell'hub di via Sammartini. L'operazione ha riguardato le province di Monza, Milano, Brescia e Venezia. I poliziotti hanno dato contestualmente esecuzione anche alla misura cautelare reale del sequestro preventivo di due veicoli che venivano utilizzati per compiere i "viaggi".


L'operazione è scattata nelle prime ore della mattinata di martedì, quando la Polizia di Stato ha dato esecuzione a 13 ordinanze di custodia cautelare in carcere, richieste dal Sostituto Procuratore della DDA di Milano Ceretti ed emesse dal GIP presso il Tribunale di Milano Teresa De Pascale, nei confronti di soggetti stranieri tutti accusati di associazione per delinquere, finalizzata allo  sfruttamento dell'immigrazione clandestina, mediante trasporto di cittadini stranieri clandestini attraverso il territorio nazionale verso paesi del Nord Europa. L'esecuzione delle misure di custodia cautelare ha interessato, oltre alle province di Monza e Milano, anche quelle di Brescia e Venezia. Dei 13 destinatari di misura cautelare in carcere solo 3 sono risultati irreperibili sul territorio nazionale. I poliziotti hanno dato contestualmente esecuzione anche alla misura cautelare reale del sequestro preventivo di due veicoli che venivano utilizzati per compiere i "viaggi".


L'operazione di Polizia denominata "Transitus", condotta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Monza, ha permesso di ricostruire l'attività di una organizzazione criminale, verticistica e piramidale, i cui componenti (6 egiziani, 3 albanesi, 2 rumeni, 1 siriano ed 1 brasiliana, tutti regolari sul territorio nazionale e di età compresa tra i 26 e di 45 anni) svolgevano l'attività di veri e propri "scafisti di terra". L'indagine, iniziata nel 2014, inizialmente incardinata presso la Procura della Repubblica di Monza e poi trasmessa, per competenza, alla DDA di Milano, ha preso il via dalle dichiarazioni rese ai poliziotti del Commissariato di Monza, da un cittadino egiziano avvicinato dal gruppo criminale - che aveva tentato di assoldarlo quale autista per i trasporti all'estero dei clandestini - il quale si è rifiutato di collaborare con la banda di passeurs e si è rivolto alla Polizia.


Il capo dell'organizzazione, un cittadino egiziano 37enne che, per il tramite di un complice in Sicilia, era in contatto direttamente con gli scafisti in partenza dalle coste africane, una volta avvertito da questi che i profughi erano in partenza per l'Italia, attivava immediatamente il gruppo. Inviava i "procacciatori" alla Stazione Centrale di Milano, dove all'epoca era allestito dal sindaco Pisapia un punto di accoglienza per i profughi nei mezzanini della stazione, con il compito di contrattare con loro il "trasporto" verso il nord Europa. I cittadini dell'est Europa svolgevano poi le mansioni di "autisti". L'attività di indagine dei poliziotti monzesi ha permesso di  accogliere fonti di prova in ordine a ben 20 viaggi effettuati in un solo mese, per un totale di circa 100 clandestini trasportati in nord Europa e circa 70.000 euro di proventi del traffico illecito. 

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