Storia riletta pro domo sua

Gli “spacciatori di paura” della presidenta che fecero incazzare Granzotto

Così Laura Boldrini aveva apostrofato in passato quei leader politici che dicevano no all’immigrazione incontrollata e forsennata

Redazione
Gli “spacciatori di paura” della presidenta che fecero incazzare Granzotto

Una definizione che non era piaciuta all’editorialista del Giornale Paolo Granzotto, quella sugli “spacciatori di paura”, che si era chiesto se la Boldrini c’è o ci fa. Commentando la frase della presidente (vuole essere chiamata così) che non vuole un’Europa dei muri rinnegando così “quei valori che l’hanno resa una grande protagonista della storia”, Granzotto, che di storia se ne intende, si era chiesto: “Quali valori? Il Fuori i barbari di papa Giulio II? Il Cuius regio eius religio di Carlo V, ovvero l’inviolabilità della sovranità nazionale? Quando mai nella loro storia le nazioni europee hanno spalancato le porte al foristarius, a chi veniva da fuori? Quando mai hanno esteso la cultura dell’accoglienza a masse incontrollabili che si riversavano entro i rispettivi confini?”.


Ma la lezione di storia non si era esaurita qui, dato che Granzotto aveva risposto per le rime agli epiteti boldrineschi: “Come se lei non spacciasse il fregnacciume buonista delle sue battaglie culturali per garantirsi, in fondo a sinistra, il posto al sole della politica che miracolosamente occupa da co-co-co, a tempo determinato”. E quando la Boldrini attacca i populisti dicendo che, “contro i costruttori di muri occorre rivendicare più Europa”, il giornalista si chiede: “Ma che vuol dire?”. Nulla, appunto.

Per inciso, due pesi e due misure. Perché se la presidente della Camera può permettersi di offendere chiunque, guai a chi insulta l’intoccabile Boldrini. Chi l'ha dileggiata su Facebook, si legge sui social, si sarebbe poi ritrovato la polizia a casa; non sappiamo se sia vero o se siano balle, ma certamente non è andata meglio a chi ha avuto atteggiamenti non particolarmente corretti nell'aula della Camera. E le punizioni, stile scuola elementare di una volta, sono arrivare puntuali: sette giorni di sospensione al deputato grillino Diego De Lorenzis, che durante la seduta sulla fiducia all'Italicum le aveva dato della collusa al Sistema; lettera di censura al capogruppo Sel Arturo Scotto per il lancio di crisantemi effettuato dai suoi compagni di partito (sia di Scotto che della Boldrini) come colorita protesta per la fiducia data all'Italicum; due giorni di censura al deputato Sel Adriano Zaccagnini per avere lanciato i fascicoli sul ddl Riforme; tre giorni di stop al deputato forzista Antonio Palmieri, che aveva votato al posto del collega Squeri (e questo possiamo anche capirlo); una lettera di censura al grillino Angelo Tofano che le aveva dato della pazza ma poi si era scusato (e anche questo era da evitare. Ma allora che dovrebbero dire i parlamentari leghisti e forzisti, troppo spesso fatti a segno di insulti dalla Sinistra?). In ogni caso, forse un maggiore aplomb nelle aule parlamentari non guasterebbe…

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