Il procuratore antiterrorismo smentisce il premier

Attentati sventati: una cazzata di Renzi?

Franco Roberti intervistato da Radio24 risponde con un eloquente "a noi non risulta". Siamo alla boutade di Renzi oppure gli apparati di sicurezza non comunicano tra loro?

Marco Dozio
Attentati sventati: una cazzata di Renzi?

Foto ANSA

Siccome ci sono di mezzo le nostre vite e quelle dei nostri figli, decidete voi se ridere o piangere. Matteo Renzi lo scorso 4 luglio ha dichiarato che in Italia l’intelligence ha sventato due o tre attentati. Ha detto proprio così, due o tre, inaugurando la categoria spirituale dell’attentato un tanto al chilo. Che volete che sia, uno più uno meno, son quisquilie. E già pareva strano che un premier si fosse espresso con tanta approssimazione e leggerezza su un pericolo così devastante come il terrorismo islamico, ma in fondo il “Bomba” (inteso come soprannome del giovane Renzi) le spara grosse per definizione. Così grosse che persino il procuratore nazionale antiterrorismo Franco Roberti, intervistato mercoledì da Radio24, in merito alla dichiarazione di Renzi ha risposto con un eloquente “a noi non risulta”.

Ma come, il premier dice che l’Italia ha rischiato di subire due o tre attentati sanguinari e il numero uno dell’antiterrorismo non sa nulla? Roberti in burocratese ha spiegato che “tutto ciò che fa parte della prevenzione che consente di sventare gli attentati può anche non entrare nel circuito comunicativo delle istituzioni", ma che la magistratura comunque “dovrebbe essere informata”. Da qualunque parte la si guardi la situazione è kafkiana, incredibile. Nel senso di non credibile, un po’ come le parole di Renzi.

Il premier si è inventato tutto, ha sparato la boutade cercando di apparire il comandante in capo che protegge la nazione, insomma ha cercato di incarnare l’antitesi buffa del buffo Hollande? Quindi ci ha preso per il culo? E lo ha fatto su una faccenda che attiene alla vita o alla morte di persone innocenti? Sarebbe gravissimo, da dimissioni immediate. Ma sarebbe altrettanto grave se la frase di Renzi corrispondesse al vero. Significherebbe che gli apparati e le istituzioni preposte a combattere il terrorismo non comunicano tra loro, nemmeno ai livelli più alti. La procura nazionale antiterrorismo come può indagare, dunque prevenire le tragedie, se non possiede informazioni così dirimenti? È un dettaglio trascurabile il fatto che siano stati sventati “due o tre” attentati sul territorio nazionale? E poi ci spiegano che il problema sarebbero le informazioni “non condivise” tra procure e servizi dei diversi Paesi europei. Qui siamo oltre. Siamo al delirio del “Bomba” o al delirio di un apparato di sicurezza surreale? Fa caldo, ma sono brividi in entrambi i casi.

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