Sentenza d'appello a Palermo

Caso Provenzano, assoluzione confermata per il generale Mori

"Il fatto non costituisce reato", cade la tesi della Procura sul mancato blitz dell'ottobre 1995 per la cattura del superlatitante di Cosa nostra

Marco Dozio
Caso Provenzano, assoluzione confermata per il generale Mori

Foto ANSA

La Corte d’appello di Palermo ha confermato la sentenza di assoluzione emessa in primo grado nei confronti dell’ex generale dei Carabinieri Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento al boss mafioso Bernardo Provenzano. I due erano stati accusati dalla Procura di Palermo di aver fatto fallire un’operazione a Mezzojuso, il 31 ottobre 1995, durante la quale secondo il colonnello Michele Riccio si sarebbe potuto catturare il superlatitante di Cosa nostra.

Dunque “il fatto non costituisce reato”. Su Mori pendeva una richiesta di condanna a 4 anni e 6 mesi, per Obinu 3 anni e 6 mesi secondo quanto richiesto dal procuratore generale Roberto Scarpinato. Richieste più lievi rispetto a quelle formulate in primo grado dai pm Nino Di Matteo e Antonio Ingroia, perché durante il processo di secondo grado il procuratore generale aveva cancellato l’aggravante del favoreggiamento mafioso e pure la circostanza che Mori e Obinu avessero deciso di non arrestare Provenzano in seguito alla presunta trattativa Stato-mafia di inizio anni Novanta.

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