Nei dintorni del rock

David Bowie, polvere di stelle

In occasione della recente scomparsa del cantante e produttore David Bowie, come per altri artisti abbiamo assistito alla celebrazione postuma del suo indubbio talento creativo

Dino Migliavacca
David Bowie

Foto ANSA

Purtroppo, a seguito della scomparsa della grande star, oltre a servizi più o meno completi sulla sua decennale carriera, solo alcuni suoi brani sono stati trasmessi ripetutamente. Space Oddity, Starman, Heroes, Young Americans, China Girl sono di certo composizioni che hanno fatto il giro del mondo e che a tutti sono rimasti nelle orecchie. Ma Bowie è anche altro, molto altro.

È opinione comune che il periodo più creativo della sua carriera vada dal 1971 al 1977. Infatti nel 1972 pubblica il suo quarto album, The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. David diventa Ziggy polvere di stelle, una creatura aliena dalla sessualità indefinita, e dai dintorni del rock si spinge fino al decadentismo accompagnato dalla sua band The Spiders from Mars, capitanata dall’amico chitarrista Mike Ronson. Escono 11 canzoni dall’impatto dirompente ma raffinato. Chitarre tanto affilate quanto misurate si uniscono ad arrangiamenti orchestrali, melodie struggenti con azzeccati interventi di sax e pianoforte.

Si parte con l’apocalittica Five Years in un crescendo musicale che culmina con l’urlo isterico di David; segue la dolce ballata Soul Love, tanto misurata quanto perfetta; Moonage Daydream tra le svisate chitarristiche di Mike Ronson e un assolo di sax (eseguito proprio da David) che conduce alla ballata spaziale e leggendaria di Starman. Segue il trionfo della melodia di Lady Stardust con chitarre piangenti con Mike Ronson al pianoforte. Si succedono Star e un paio di pezzi velocissimi in stile punk. L’album si chiude con Rock’n’roll Suicide, con richiamo agli anni ’50, su una base incalzante degli Spiders from Mars.

In concomitanza con il grande successo mondiale di questo LP, David Bowie e Mike Ronson producono l’album Transformer dell’amico Lou Reed, innalzandolo a protagonista del rock decadente. Altro successo mondiale e manciata di canzoni entrate nella storia. A seguire Bowie realizza altri dischi dal sapore rollingstoniano (per meglio dire Jaggeriano): in Diamond dogs del 1974 splende una rotolante Rebel Rebel, ingiustamente relegata tra i suoi lavori secondari, ma non a caso inserita da Ligabue nel suo film Radio Freccia.

Negli anni successivi sperimenta altre forme di musica, ma la sua figura verrà sempre associata a Ziggy polvere di stelle. Tutti i suoi album sono stati ripubblicati con masterizzazione digitale e allora perché non lasciarsi sbalordire da “Ziggy and Spiders from Mars”?

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