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Lo scempio della Milano di Sala: gang latine padrone della città

Piazzale Loreto è come una favela a cielo aperto, prima gli spari alle spalle, poi lo scempio sul cadavere con un coltello, e il tutto davanti a decine di passanti sconcertati

Redazione
Lo scempio della Milano di Sala: gang latine padrone della città, tra omicidi e delinquenza

Foto d'archivio

Nella stessa zona, pochi mesi fa, i Carabinieri avevano fermato e denunciato, tre giovani, che avevano sparato con una pistola a salve contro una ragazza; si trattava di un colombiano e un peruviano, entrambi di 24 anni, e di un ecuadoriano di 44, risultati vicini alle "pandillas", le bande sudamericane che ormai, da troppo tempo, stanno insanguinato Milano.

A luglio poi, un ragazzo di origine albanese, residente in Italia, era stato accoltellato a morte, in zona Bocconi, da un gruppo di delinquenti appartenenti alla pandilla MS-13. Giovedì invece, in pieno pomeriggio, tre cileni a bordo di una Opel Astra, si sono schiantati contro alcuni passanti nel tentativo di sfuggire a una pattuglia dei Carabinieri.

Non siamo nelle favela di Rio de Janeiro, ma in pieno centro a Milano, in piazzale Loreto, a poche centinaia di metri da corso Buenos Aires e dal Duomo. E sabato, poco prima delle 19, nel bel mezzo dello shopping milanese, con centinaia di cittadini, famiglie e turisti in procinto di iniziare la serata, due stranieri visibilmente appartenenti ad una gang latinas, arrivano di corsa dalla vicina via Padova, inseguono una persona e, raggiunta, esplodono decine di colpi di pistola mirando alla schiena. Il ragazzo si accascia a terra morente ma, uno dei due soggetti, non soddisfatto, lo assale al suolo a colpi di coltello, sfregiandolo. I due delinquenti si danno poi alla fuga verso via Padova e tutto sotto gli occhi delle telecamere di sorveglianza della vicina banca e di numerosi testimoni.

A terra c'è Antonio Rafael Ramirez, dominicano di 37 anni, clandestino, con ferite alle gambe e alla schiena che ha poi avuto un arresto cardiaco ed è stato portato d’urgenza al San Raffaele. L’uomo ha perso molto sangue, gli hanno fatto una trasfusione, è stato operato, ma resta in gravissime condizioni.

I medici del San Raffaele sembra non abbiano trovato ferite di arma da fuoco sul corpo della vittima, ma i numerosi testimoni riferiscono di aver visto e sentito molti colpi di pistola. "Mi sono girato di scatto e ho visto quei due che colpivano l’altro, probabilmente con un coltello. Poi un altro colpo di pistola, davanti alla gente che passava, prima di scappare verso via Padova". Un altro testimone parla di parecchi colpi di arma da fuoco, e ancora: "Uno ha estratto la pistola e ha sparato, l’altro è caduto e un terzo lo ha quasi travolto per poi accoltellarlo con una raffica di fendenti alla schiena".

Vittima e aggressori pare fossero tutti sudamericani, e i residenti denunciano che, proprio nel punto dell'agguato, all'inizio di via Padova, così come alla vicina fermata del bus, stazionano spesso sudamericani in stato di ebrezza che lasciano a terra bottiglie di birra e che danno spesso in escandescenza. E non è l’unico posto di via Padova dove ciò avviene. "I latinos - dichiara un passante -passano intere giornate a bere cartoni di birre".

Gli inquirenti non scartano l’ipotesi di un regolamento di conti tra pandillas. A portare verso tale ipotesi ci sono alcuni elementi di non poco conto: in primis l’apparente giovane età e l'abbigliamento degli aggressori che, secondo alcune testimonianze, pare avessero un fazzoletto sul volto, cappellino e cappuccio, abbigliamento che spesso contraddistingue i "mareros", altri elementi sono i giubbotti bianchi e grigi degli aggressori e il cappellino "NY Yankees" della vittima.

C'è poi la spavalderia con le quali hanno agito i due delinquenti, sparando e aggredendo con un’arma bianca il malcapitato davanti a tutti, fregandosene totalmente di chi avevano intorno, tipica modalità di aggressione delle bande di latinos. Anche le modalità dell’attacco in sé, con armi di diversa tipologia e l’accanimento con armi da taglio sulla vittima a terra ricordano precedenti dinamiche di aggressioni messe in atto da membri di pandillas, non solo in Italia ma anche in altri paesi.

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