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Prelevi più di mille euro dal tuo conto corrente? Scatta il controllo fiscale

Chi preleva dal conto corrente una somma superiore a mille euro in un giorno o a cinquemila euro in un mese potrà essere oggetto di indagini da parte dell’Agenzia delle entrate

Fabio Montoli
Prelievi più di mille euro dal tuo conto corrente? Scatta il controllo fiscale

Foto da internet

A partire da oggi, viene fissato un limite numerico alle operazioni sul proprio conto oltre il quale scatterà automaticamente una presunzione di "operazione in nero" qualora il contribuente non riesca a dimostrare il contrario.

È questo l'emendamento appena approvato al decreto fiscale e che, come ricorda il portale laleggepertutti.it rischia di impaurire contribuenti e risparmiatori. Nonostante la normativa sulla tracciabilità dei pagamenti stabilisce che l'uso dei contanti è vietato solo a partire da 3.000 euro, e nonostante i chiarimenti ministeriali secondo cui tale limite non si applica a prelievi e versamenti sul conto corrente, per i quali non vi è alcun tetto, la nuova norma sembra imporre ai correntisti un vincolo particolarmente rigido.

Anche se nel conto corrente ci sono i propri soldi, e si dovrebbe essere liberi di farne quello che si vuole, nella realtà, poi, non è affatto così: tutte le volte in cui le cause del prelievo o del versamento in banca non possono essere dimostrate al fisco, l'Agenzia delle Entrate può presumere che, dietro l'operazione, si nasconda un'attività in nero.

Presumendolo quindi un reddito, scatta il recupero a tassazione di quel reddito. Insomma una vera e propria sanzione per chi non sa dire da dove provengono o dove finiscono i suoi soldi sul conto corrente. 

Oltre agli scontrini della farmacia, da oggi, bisogna conservare traccia dell'impiego del denaro contante a seguito di prelievo o versamento. Si tratta, ovviamente, solo di una presunzione contraria al contribuente, ma che consente sempre la prova contraria. Una prova, tuttavia, non sempre facile da raggiungere, visto che, spesso, dopo parecchio tempo, si perde traccia e memoria delle ragioni dei propri prelievi e versamenti.

La nuova norma vuole imporre un limite numerico per le presunzioni sui prelievi: la possibilità che il prelievo divenga "compenso", cioè reddito, sussisterà al superamento di limiti giornalieri e mensili, fissati rispettivamente, a mille e 5 mila euro.

La cosa assurda è che, per chi qualche risparmio è riuscito a farlo, e durante l'anno ha speso i suoi soldi come meglio credeva, in sede di dichiarazione dei redditi, con le sanzioni imposte ai prelievi in contante, si troverà ad avere delle imposte da pagare al fisco maggiori del proprio reddito.

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