Presidenziali Usa

Donald Trump vince anche l'ultimo duello: Hillary lo insulta e lui la demolisce

Nel dibattito televisivo finale Trump si è dimostrato sicuro e determinato, affermandosi nettamente sulla Clinton. Ma i media sminuiscono la sua vittoria

Francesco Vozza
Donald Trump vince anche l'ultimo duello: Hillary lo insulta e lui la demolisce

Il duello tv. Da cnn.com

Mentre in Italia era notte fonda, tra mercoledì 19 e giovedì 20 ottobre, a Las Vegas si è consumato l'ultimo duello tra i due candidati alla Casa Bianca. A venti giorni dal voto, a prevalere è stato ancora una volta Donald Trump, nonostante i media americani ed italiani tendano a sminuire la sua vittoria. In realtà la Clinton è riuscita solo a rilanciare i soliti insulti mentre lui non è scomposto, ribattendo con accuse e proposte concrete. Un confronto durissimo, che ha visto i due contendenti non risparmiarsi nemmeno un colpo. La tensione sul palco della University of Nevada era talmente alta che non c'è stata alcuna stretta di mano, né all'inizio né alla fine.

La Clinton sperava di poter mettere in difficoltà il rivale, ma la sua performance si è dimostrata ancora una volta sotto tono. In più di un'occasione Trump l'ha attaccata sullo scandalo delle email, spiegando che lei non avrebbe nemmeno dovuto essere candidata alla presidenza degli Stati Uniti. Il tycoon è apparso in una veste molto diversa dalle precedenti: ha risposto con decisione, ma con estrema calma alle stoccate dell'avversaria e l'ha colpita più volte in modo duro ma non scomposto. La democratica, dal canto suo, ha tentato di mettere alle corde il repubblicano, prima definendolo un "pupazzo di Putin" e poi additandolo come il candidato "più pericoloso" della storia americana.

"Non conosco Putin, non è un mio amico, ma sarebbe meglio andare d'accordo con la Russia", è stata la risposta del magnate newyorkese, che poi ha ripetuto più volte come i media stiano tentando di indirizzare il voto a favore della Clinton. Nelle battute finali del dibattito, il repubblicano ha anche detto di non essere certo di accettare il risultato del voto e che scioglierà ogni dubbio soltanto alla fine della corsa. Anche in questo duello televisivo, come già nel secondo, è apparsa innegabile la netta affermazione di Trump, ma buona parte dei media ha assegnato a prescindere la vittoria alla Clinton utilizzando l'ultima affermazione del tycoon ("Vi dirò dopo se accetterò il risultato delle elezioni") per sottolineare una presunta pericolosità insita in "The Donald". Eppure, persino nei resoconti giornalistici sbilanciati a favore dei democratici, non si è potuto fare a meno di evidenziare come la prestazione di Trump sia stata addirittura superiore a quella precedente.

"Abbiamo bisogno di confini sicuri. Senza confini sicuri non esiste nessun Paese. Costruirò il muro": così Donald Trump ha rilanciato la sua linea dura sull'immigrazione, accusando Hillary Clinton di volere un'amnistia. Il repubblicano ha inoltre sottolineato che l'azione americana in Iraq è solo uno spot per far apparire Hillary una "dura", una "forte" ma Mosul, ha ricordato il tycoon, "l'abbiamo persa" quando la Clinton era segretario di Stato. "Quella di Aleppo in Siria è una catastrofe per colpa di Hillary Clinton" ha chiosato Trump, accusando l'amministrazione Obama di voler aiutare ribelli che non si sa chi siano. Trump ha inoltre invitato Hillary a "restituire i soldi dati alla Fondazione Clinton da Paesi come l'Arabia Saudita e il Qatar, che abusano delle donne e le uccidono insieme agli omosessuali".

Il sondaggio della CNN, emittente che non è certo favorevole al repubblicano, ha assegnato alla Clinton il 52% del gradimento del pubblico: ben 5 punti percentuali in meno rispetto al secondo dibattito tv (le avevano assegnato il 57%). E sono stavolta in molti gli esperti a dirsi convinti che il magnate abbia avuto la meglio contro la sua rivale. Pertanto, pur di oscurare la netta vittoria di Trump, la stampa americana e internazionale sta focalizzando tutta la sua attenzione sulla presunta pericolosità del repubblicano per la democrazia statunitense. Basterà questo ennesimo attacco mediatico contro il tycoon ad influenzare l'elettorato? Lo sapremo tra pochi giorni, alla prova del voto. Certo è che Trump resta in corsa e la partita è più aperta che mai.

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