Il filosofo di sinistra

Diego Fusaro: "Lo Ius soli distrugge il principio di cittadinanza"

"Se tutto è indistintamente cittadinanza, nulla lo è più concretamente: quanti più diritti si estendono ai non-cittadini, tanto più la categoria di cittadinanza smarrisce il suo valore e si dissolve. Secondo il detto todos caballeros"

Redazione
Diego Fusaro: "Lo Ius soli distrugge il principio di cittadinanza"

Foto artribune

Lo Ius soli come “principio di distruzione della cittadinanza”. Diego Fusaro, docente di storia della filosofia all’Istituto alti studi strategici e politici (Iassp) di Milano, smonta da sinistra il feticcio della cittadinanza facile con un articolo sul sito del Fatto. Cita anzitutto il poeta Giacomo Leopardi, e il suo Zibaldone, ad indicare come certe distorsioni della storia possano ripresentarsi sotto altre forme: “Quando tutto il mondo fu cittadino Romano, Roma non ebbe più cittadini; e quando cittadino Romano fu lo stesso che cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l’amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu più patria di nessuno, e i cittadini romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto”.

Fusaro spiega come i diritti possano essere soppressi e superati anche per “estensione”: “Se tutto, senza distinzioni, è famiglia, nulla lo è più concretamente. Se tutto è, indistintamente cittadinanza, nulla lo è più concretamente: quanti più diritti si estendono ai non-cittadini, tanto più la categoria di cittadinanza smarrisce il suo valore e si dissolve. Secondo il detto spagnuolo, todos caballeros: se tutti sono cavalieri è evidente che, di fatto, nessuno è più cavaliere”.

Un’uguaglianza che sussiste solo sulla carta, ma che di fatto diviene strumento per livellare la società verso il basso: “La distanza tra l’élite dominante post-borghese e la nuova plebe precarizzata si fa ogni giorno più netta e più simile a quella che separa l’allevatore dal bestiame o, più precisamente, dal gregge omologato e indifferenziato”. Vale per lo Ius soli come per l’immigrazione incontrollata e massiva: “In luogo del cittadino avente diritti e doveri nel quadro dello Stato nazionale, viene definendosi il nuovo profilo dell’atomo errante e consumista, che si muove senza radici negli spazi aperti del mercato globale. (…) Le masse individualizzate e post-nazionali figurano, infatti, come sempre più passive, remissive e politicamente inattive, prone ai voleri dei nuovi autocrati della mondializzazione”.

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