Burkini: apologia del bikini o violenza sulle donne?

Domenico Caterina
Burkini: apologia del bikini o violenza sulle donne?

Si direbbe che in quest'epoca il rapporto uomo-donna sia sottoposto a un attacco a tenaglia che porta in entrambi i casi all'aumento delle violenze contro le donne. Non si tratta solo di violenze domestiche ma anche aggressioni per strada, stalking, agguati non di rado mortali. Secondo il Prof. Giovanni Romano “ Da un lato l'allentamento e l'insignificanza dei legami familiari hanno generato precarietà affettiva, paura di perdere il partner (o meglio il dominio sul partner), rabbia e aggressività se la vittima comincia a manifestare il proprio desiderio di indipendenza; dall'altro il ritorno a forme di famiglia “patriarcale” o addirittura “pre-patriarcale” a causa dell'arrivo di “migranti” di religione islamica o quantomeno provenienti da civiltà più costrittive in cui la donna è rigidamente controllata, poco più che un oggetto di scambio e di riproduzione. Quanto al primo aspetto, si deve registrare il completo fallimento della “società liquida” (per dirla con Bauman). Troncare un rapporto affettivo non è come bannare un contatto su Facebook. La legge ignora sempre più come sono fatti veramente l'uomo e la donna, quali sono i loro bisogni affettivi, quali ferite può portare una separazione. Altrimenti sarebbe bastato il divorzio-lampo per eliminare alla radice tutti i casi di “femminicidio”. Mai gli esseri umani sembrano essere così ferocemente lontani, isolati e deboli come in quest'epoca dove non si fa altro che parlare di “amore”.” Da donazione reciproca, il rapporto diventa sempre più rivendicazione di prestazioni: più si è estranei all'altro più si pretende da lui. Dall'altra parte abbiamo il modello della famiglia rigida dove la donna non solo è chiusa in casa ma è chiusa anche dentro il suo stesso corpo nascosto dal velo, dal burka e più recentemente dal “burkini”, il costume da bagno integrale sfoggiato dalle donne musulmane sulle spiagge in opposizione al bikini “degenerato” e “corrotto”. Qui non si tratta di fare l'apologia del bikini ma di rilevare come un certo modo di vestire non solo costringe la donna ma soprattutto è un atto di disprezzo e di rifiuto della nostra cultura e del nostro modo di vivere. Senza contare che dove arriva l'islam le usanze e i valori delle altre culture prima o poi vengono soffocati, specie a colpi di stragi e di terrorismo. Di due cose dunque dobbiamo preoccuparci afferma Rosanna Testino(coordinatrice cittadina NcS Corato) : da un lato la dissoluzione “moderna” dei rapporti umani – primo fra tutti la famiglia – che genera incapacità di amare, invidia, odio. Dall'altro l'imporsi di culture pre-moderne che ricacciano la donna in uno spazio dove non è se stessa ma solo un oggetto, una schiava a disposizione dell'uomo. La sfida che ci aspetta è ricostruire un rapporto paritario e leale tra l'uomo e la donna. E per questo non possiamo dimenticare le radici cristiane della nostra cultura.

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