Vendicata la sconfitta nel mondiale

Il Brasile vince l'oro battendo ai rigori la Germania

Grazie al penalty decisivo del suo capitano e giocatore simbolo, Neymar, i giocatori carioca vendicano la sconfitta del Mondiale 2014 e centrano una delle medaglie più attese

Fabrizio Berini
I giocatori del Brasile festeggiano dopo il rigore decisivo di Neymar

E' una notte magica questa di Rio de Janeiro e al Maracanà piangono tutti, in campo e sugli spalti. Nessuno vuole più andare via, il fantasma della Germania è stato esorcizzato, e la grande paura scacciata via dopo una finale ad alta tensione.

Non sarà forse un riscatto completo di quel 7-1 che rimane nella storia, ma vincere un'Olimpiade, e un titolo mai conquistato prima, fa esplodere di gioia i cuori di questa gente che tanto temevano un'altra atroce beffa. Il Brasile conquista il suo primo oro olimpico nella specialità forse più amata e Neymar, il suo nuovo Rei che ha trasformato il rigore decisivo, scoppia in un pianto a dirotto dopo aver segnato. Ha tenuto col fiato sospeso duecento milioni di connazionali, poi ha dato loro una gioia immensa e rimane a singhiozzare sdraiato sul campo.

Quasi soffocano per le lacrime anche Rafinha e Felipe Anderson, mentre l'altro match winner di questa finale, il portiere Weverton, spiega 'a caldo', e con la faccia seria, che "è stato tutto merito di Dio, lui ha voluto che io parassi il penalty dei tedeschi e poi ha scelto Neymar per quello decisivo".

Weverton è l'eroe dell'ultimo momento, convocato appena tre giorni prima dell'inizio dell'Olimpiade al posto dell'infortunato fuoriquota Renato Prass. E mai scelta fu più azzeccata: il ct Rogerio Micale, un altro che adesso piange e poi ringrazia Dio dai microfoni televisivi, lo ha scelto proprio per l'abilità nel parare i rigori, ed era quindi scritto nel destino che, assieme a Neymar il Prescelto, fosse questo semisconosciuto estremo difensore a dare il titolo tanto desiderato a questo paese dove ora comincia un altro Carnevale, nel segno della medaglia n.17 conquistata nei giochi olimpici casalinghi, forse la più desiderata.

Dai microfoni in veste di commentatori tv si commuovono anche Casagrande e Ronaldo (Luis Nazario il Fenomeno), ed è festa a Leblon dove stanno i ricchi e nella favela di Rocinha che lo guarda dall'alto. E' gioia e lacrime ovunque perché il Brasile, anche se dal dischetto, torna vincente e ricomincia a credere nella favola del 'futebol arte'.

La Germania, più squadra ma con meno talento, recrimina sulla traversa colpita da Brandt dopo appena dieci minuti e poi su quella di Bender al 35', dopo che Neymar aveva portato in vantaggio il Brasile al 27', con una punizione simile alle tante segnate al Maracanà dal Maestro Zico. La rete nella ripresa di Meyer, con un bel destro su cross dalla destra aveva gelato il tempo carioca, poi la partita era continuata sul filo dell'equilibrio e della grande tensione, con pochi spazi a disposizione e un bel tiro 'a giro' di Neymar al 78' finito fuori di un soffio. Il numero 10 si era messo nelle mani nei capelli ma aveva subito scacciato i cattivi pensieri: era destino che, dopo i supplementari ricchi di errori e poca lucidità, l'uomo del destino fosse lui. E adesso qui tutti cantano "O campeao voltou", il campione è tornato, mentre c'è chi titola "Il paese del futebol" per le edizioni straordinarie. E' felicità e lacrime ovunque, perfino tra qualcuno di coloro che fino a ieri non volevano l'Olimpiade a Rio.

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