Turchia e UE sempre più ai ferri corti sulla liberalizzazione dei visti

Ricatto turco sugli immigrati

L’accordo per la gestione della crisi degli immigrati ha fissato per il mese di giungo l’esenzione, ma dal Governo turco arrivano parole di fuoco

Alex Bazzaro
Curdi residenti in Grecia bruciano le foto del Presidente turco Tayyip Erdogan

Foto ANSA

“Continuiamo a credere che avremo la liberalizzazione a giugno. Se non sarà così allora nessuno potrà aspettarsi che la Turchia mantenga i suoi impegni” ha dichiarato il Premier Davutoglu

A stretto giro sono arrivate le repliche di Junker e del portavoce dell’esecutivo comunitario Margaritiris.
Il primo ha ribadito: "Abbiamo concluso un'intesa. L'accordo è applicato. Non occorre lanciare minacce al vento", mentre il secondo ha esortato il governo di Ankara a “rispettare gli impegni presi".

Nel frattempo la Grecia, ha annunciato la resaoperativa del cosiddetto accordo "uno a uno" (per ogni profugo siriano entrato illegalmente in Unione Europea riaccompagnato in Turchia, uno in attesa nei campi verrà reinsediato in Ue). Dall'entrata in vigore dell'accordo sono infatti solo due i profughi siriani reintegrati dalla Grecia, e su base volontaria. Secondo una prima stima sarebbero 96 le persone che hanno avuto la possibilità di entrare in Europa, in confronto a marzo, quando Frontex ha aiutato a rimpatriare 325 migranti.

Intanto le ONG non smettono di denunciare presunte violazioni dei diritti dei migranti del paese ellenico e di quello anatolico.

Sul fronte italiano infine, si registrano i colloqui tra il Ministro dell’Interno Angelino Alfano e il collega tedesco Thomas de Maiziere, con cui si cerca un fronte comune sul tema degli eurobond. In tutto questa marasma, ad emergere è la totale mancanza da parte dell’Unione Europea e ancora di più dei suoi stati membri di una politica estera comune.
Questi ultimi, lasciati colpevolmente soli da una Ue incapace o disinteressata nel dare risposte sul tema dell’immigrazione, si arrabattano alla bell'e meglio, mentre la Turchia, sospettata di far affari con i "tagliagole" dell’Isis, spadroneggia nei summit, imponendo le proprie volontà.

E’ accettabile che un sistema, tanto solerte a multare e redarguire l’Italia per la gestione degli immigrati, sia poi lo stesso a fare spallucce di fronte alla richiesta di una maggiore gestione condivisa dell’ondata migratoria? Questa UE, ricattata dai Turchi e piegata dagli interessi dei singoli stati, è davvero utile al nostro paese o siamo sempre più stretti in un abbraccio mortale?

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