Il killer degli Champs Elysées

Parigi: nell'auto del terrorista Corano, fucile, coltelli e scritti inneggianti all'Isis

Karim Cheurfi era già noto alla polizia: nel 2001 aveva sparato a due poliziotti dopo un inicidente. Fermato di nuovo, ma subito rilasciato, lo scorso febbraio

Redazione
Parigi: nell'auto del terrorista Corano, fucile, coltelli e fogli con inni all'Isis

Un foglio di carta con un messaggio a difesa di "Daesh" (l'acronimo arabo per Isis) è stato trovato vicino al corpo di Karim Cheurfi, il terrorista che ieri ha ucciso un poliziotto sugli Champs Elysées prima di essere ucciso a sua volta. Nell'Audi 80 dell'uomo, la polizia ha ritrovato appunti scritti a mano con l'indirizzo della Dgsi, i servizi di informazione, del commissariato di Lagny, nella banlieue vicina a dove abitava, e di tre armerie. Nella stessa auto, insieme ad un fucile a pompa e ad alcuni coltelli, c'erano un Corano e altri scritti inneggianti all'Isis. Prima della sparatoria, Cheurfi era già noto alla polizia. Il 39enne aveva in passato dimostrato odio e risentimento contro le forze di sicurezza: il primo episodio risale al 6 aprile del 2001; quel giorno, Cheurfi appena 23enne e già colpevole di piccoli reati, venne sorpreso a guidare una vettura rubata a Roissy en Brie. Nel tentativo di fuggire si schiantò contro un'altra vettura, sulla quale viaggiavano un giovane poliziotto e il suo fratello minore. Incuriositi dalla targa che sembrava falsa, i due uomini decisero di seguire l'auto, che dopo aver sbandato finì in un fosso.

A quel punto scattò un conflitto a fuoco durante il quale l'agente rimase ferito, mentre Cheurfi venne arrestato. Due giorni dopo, l'8 aprile, mentre si trova in stato di fermo nel commissariato, riuscì a sottrarre una pistola a un poliziotto e a sparargli, ferendolo gravemente. Il 9 aprile venne incriminato per tentato omicidio e nel 2003 condannato a 20 anni di reclusione, ridotti a 15 anni in appello nel 2005. Dodici anni dopo, si ritrovano tracce dell'uomo a Chelles, dove si dedica ufficialmente alla vendita di capi di abbigliamento in un mercato. Risale allo scorso 23 febbraio un suo nuovo fermo, durante il quale ha minacciato dei poliziotti, dovuto al fatto che gli agenti si resero conto che Cheurfi non aveva rispettato i domiciliari, decisi dal tribunale in relazione al suo precedente arresto. Il giudice responsabile dell'applicazione delle pene non ritenne però che ci fossero motivi sufficienti affinché tornasse in carcere. Il secondo agente ferito nell'assalto è stato dimesso dall'ospedale: a salvarlo è stato il giubbotto antiproiettile. La passante colpita, di nazionalità tedesca, è stata ferita ad un piede, e dovrà essere operata.

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