Intervista al giornalista e inviato

Toni Capuozzo: "L'Europa non può diventare il ricovero di chi nel mondo vive forme di disagio"

Sulla strage di Berlino: "Il pachistano richiedente asilo è risultato estraneo. Ma resta imbarazzante spacciare i pachistani per profughi". "Ci stiamo abituando al terrorismo islamico. Ormai consideriamo quello che è successo come parte della nostra vita"

Marco Dozio
Toni Capuozzo: "L'Europa non può diventare il ricovero di chi nel mondo vive forme di disagio"

Foto tratta da Mediaset

Toni Capuozzo, giornalista Mediaset, autore e conduttore di Terra!, con la strage di Berlino ci stiamo abituando al terrorismo islamico che ammazza decine di persone nelle nostre strade?
Da un certo punto di vista sì. Nessuno dice io sono berlinese, non c’è una grande mobilitazione nè commozione. Al contrario c’è una sorta di rimozione, la tendenza a considerare quello che è successo come parte della nostra vita, delle nostre morti quotidiane. Se si chiede a una persona a quando risale la strage di Nizza, potrebbe dirci che è accaduta un anno fa, invece sono passati solo 5 mesi. C’è il pericolo di una rimozione, c’è la tendenza a cullarsi in una finta sicurezza illusoria pensando che episodi simili non potranno succedere ancora. Ma la realtà è che in quel mercatino di Natale, o in un mercatino di Natale qualsiasi, potevamo esserci noi.

Ancora una volta si torna a parlare di come poter fermare i camion, delle misure di sicurezza nei luoghi sensibili, pur fondamentali. Non è un modo per aggirare la questione? Nizza e altri episodi dimostrano che i terroristi islamici posso colpire ovunque e in qualunque modo. Anche con una patente di guida.
L’altro giorno è stato diffuso un video dello Stato Islamico da Raqqa, sottotitolato in italiano, in cui si spiega come realizzare bombe artigianali a casa. Puoi mettere le barriere anti camion, poi una persona a piedi piazza una bomba o si fa esplodere con una cintura esplosiva. Pensiamo all’afgano che in Germania ha aggredito i passeggeri di un treno con un coltello. È un bene che ci siano le barriere, ma il ventaglio delle minacce è talmente vasto che non possiamo illuderci di vivere in una bolla di vetro blindato.

In un suo intervento sul blog, quando le notizie parlavano dell’arresto di un richiedente asilo pachistano, ha scritto che la vicenda è “imbarazzante per la Merkel, ma imbarazzante per chiunque continui a spacciare i pakistani come profughi: da cosa? Gli unici che avrebbero titolo a essere considerati profughi dal Pakistan sono le donne, o i cristiani. Per inciso: gli unici che non appaiono negli elenchi dei richiedenti asilo”.
La Merkel nel breve può sentirsi sollevata dal fatto che il pachistano richiedente asilo sia risultato estraneo. Ma il giudizio politico non cambia. I tedeschi si sentono fragili di fronte a un’immigrazione che negli ultimi due anni ha toccato livelli altissimi. L’Italia e l’Europa non possono diventare il ricovero di chi nel mondo vive una qualsivoglia forma di disagio.

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