Ci dicevano che è tutto sotto controllo

Il dramma di Valle Castellana, la testimonianza: "Soccorsi disastrosi"

Mezzi inadeguati e pochi uomini mal coordinati, tra turbine rotte, ritardi e inefficienze. Il racconto di Silvio Di Tomasso che ha cercato di raggiungere le frazioni: "Inaccettabile assistere a una disorganizzazione così evidente. Lì vivono mille persone isolate da 5 giorni"

Redazione
Il dramma di Valle Castellana, la testimonianza: "Soccorsi disastrosi"

Foto ANSA

Solo un paio di giorni fa i vertici della Protezione civile parlavano di situazione sotto controllo, mentre chi osava denunciare ritardi e inefficienze era prontamente accusato di sciacallaggio. “La verità è che sono in azione pochi uomini e pochi mezzi mal coordinati. Valle Castellana è isolata da lunedì sera. E siamo a venerdì. Di molte persone non si hanno notizie”, spiega al Populista Silvio Di Tomasso, che insieme all’amico Ferdinando Bilanzola ieri pomeriggio ha cercato di raggiungere il Comune del Teramano per rintracciare i parenti, poi raggiunti telefonicamente. “Loro stanno bene, ma nelle frazioni vivono mille persone, tra cui molti anziani che da 5 giorni sono isolati da 3 metri di neve”.

Non c’è energia elettrica, le linee telefoniche sono collassate e l’unica turbina dell’Esercito che stava sopraggiungendo si è rotta, come ha comunicato il sindaco Vincenzo Esposito via Facebook. “Un'altra turbina sta arrivando da Ferrara, ma non conosco i tempi di arrivo. Stanno arrivando il genio militare e gli alpini con mezzi idonei per raggiungere luoghi isolati e portare soccorso”, ha scritto il primo cittadino.

Un disastro ignorato. Silvio Di Tommasso, alpinista, racconta un’odissea dove traspare abbandono, approssimazione e disorganizzazione dei soccorsi. “Siamo partiti da Ascoli Piceno passando per Castel Trosino: lì ci siamo dovuti fermare per i cumuli di neve che ostruivano la strada. Era le 14.30 di giovedì, mancavano 14 chilometri a Valle Castellana e abbiamo visto solo 5 o 6 persone del soccorso Veneto intenzionate a proseguire a piedi”. Null’altro.

Poi Di Tommasso e Bilanzola imboccano un percorso alternativo, più lungo, che passa da Teramo e sale a Rocca Santa Maria: “Qui abbiamo visto che la turbina è passata. È arrivata a Rocca Santa Maria, poi invece di girare verso Valle Castellana, dove ci sono circa mille persone in difficoltà, è andata verso Alvelli dove sono ospitati i richiedenti asilo. Arrivata lì, la turbina si sarebbe fermata per la notte, mentre a mio avviso sarebbe dovuta ripartire subito verso Valle Castellana. Il comandante della Forestale che dirigeva i soccorsi ci ha detto che come priorità avevano quella di raggiungere la struttura di Alvelli. Ovviamente non dico che non si sarebbe dovuti andare lì, però poi sarebbe stato opportuno ripartire subito verso Valle Castellana senza fermarsi per la notte”.

Il ritratto del caos: “Sul versante verso Ascoli fino a ieri non c’era nulla: le poche persone operative stanno facendo il loro dovere, ma è inaccettabile assistere a una disorganizzazione così evidente. A Rocca Santa Maria abbiamo incrociato una piccola ruspa dell’esercito, con tre o quattro soldati, che non riusciva a fare niente”.

Ora che il dramma di Valle Castellana è illuminato dai media qualcosa potrebbe cambiare. Sperando che non sia troppo tardi. “La turbina ora sta cercando di andare avanti da Castel Trosino, ma restano le falle organizzative. Il genio civile dovrebbe attrezzarsi per liberare la strada dagli alberi e dai detriti consentendo alla turbina di passare”. Un dramma dimenticato: “A Valle Castellana c’è stato il terremoto, le case tra sisma e peso della neve hanno subito danni. Molti dormono fuori, nei rustici o nelle stalle, senza corrente e telefono. E molti, ripeto, sono anziani. C'è chi è malato e ha bisogno di farmaci. Dobbiamo sperare che stiano tutti bene dopo 5 giorni di drammatico isolamento”.

Il post su Facebook relativo all'odissea verso Valle Castellana

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