La mafia dell'accoglienza

Arresti per tangenti in Comune a Roma: i campi rom erano in mano alle coop rosse

Casualmente dopo le elezioni, nuova bufera sul Campidoglio: in galera funzionari e imprenditori accusati di un giro di mazzette per gestire il business

Redazione
Arresti in Comune a Roma: i campi rom in mano alle coop rosse

Salvatore Buzzi: "gli immigrati rendono più del traffico di droga". Foto ANSA

Ormai archiviati i ballottaggi, ecco che a Roma ricomincia a muoversi la magistratura, certificando una montagna di mazzette per la gestione dei campi rom. Come facilmente prevedibile, a gestire l'ennesimo giro di corruzione c'erano ancora una volta le cooperative rosse. Questa mattina sono state eseguite quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere, due ai domiciliari e una misura interdittiva, come risultato di un'inchiesta che chiama in causa alcuni imprenditori oltre a dipendenti del Dipartimento delle Politiche Sociali e della Salute; i fatti contestati risalgono al periodo compreso tra la fine del 2013 e il marzo del 2014.

Pur non essendo direttamente legata allo scandalo "Mafia Capitale" la nuova inchiesta, che contempla i reati di corruzione, falso in atto pubblico e turbativa d'asta nell'ambito della gestione di diversi campi rom, avrebbe ancora sullo sfondo alcune delle persone coinvolte in quell'indagine; tra queste Emanuela Salvatori, funzionaria del Comune che lo scorso novembre è stata condannata a 4 anni di reclusione per i suoi affari con il "ras" delle cooperative Salvatore Buzzi di cui è diventata famosa la frase, intercettata dai Carabinieri, "gli immigrati rendono più del traffico di droga".

Il gip Flavia Costantini, accogliendo le richieste dei pm Maria Letizia Golfieri, Carlo Lasperanza, Edoardo De Santis e Luca Tescaroli, coordinati dall'aggiunto Paolo Ielo, ha disposto il carcere per Roberto Chierici e Massimo Colangelo, rappresentanti di alcune cooperative, Loris Talone, imprenditore nonché assessore all'Agricoltura al Comune di Artena, e Salvatore Di Maggio, presidente del Consorzio "Alberto Bastiani Onlus". Ai domiciliari sono finiti Eliseo De Luca, vigile urbano dipendente del Dipartimento, e Alessandra Morgillo, altra dipendente comunale. La misura interdittiva, infine, è stata applicata a carico di Vito Fulco, funzionario del Comune legato alla Salvatori.

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