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ULTIMA ORA / Parigi sotto choc: kamikaze Isis pronto a colpire. Ovunque

Ennesimo foreign fighters del Califfato, "armato ed estremamente pericoloso", è riuscito ad aggirare i controlli alla frontiera e a penetrare in Francia. Deciso a farsi saltare in aria, come due suoi cugini kamikaze in Belgio

Alfredo Lissoni
ULTIMA ORA / Parigi sotto choc:  kamikaze Isis pronto a colpire. Ovunque

La polizia francese sta dando la caccia a Osama Atar, 32 anni, belga e "foreign fighters" dell'Isis, definitio "armato ed estremamente pericoloso", cugino dei due  kamikaze El-Bakraoui, che si fecero saltare in aria il 22 marzo scorso all'aeorporto belga di Zaventem. Atar sarebbe riuscito a entrare in Francia provenendo dalla Siria, senza farsi scoprire dalle guardie di frontiera. Lo rivela il quotidiano Le Parisien.


Osama Atar, sconosciuto ai più, è considerato estremamente pericoloso. Arrestato a Ramadi in Iraq a febbraio del 2005 all'età di 21 anni, venne condannato a 10 anni di detenzione che scontò in parte nella prigione-fucina di Isis di Camp Bucca, ove il Califfato recluta ed indottrina i detenuti più plagiabili e aggressivi. Laggiù Atar aveva conosciuto il capo dell'Isis, Abu Bakr al Baghdadi, arrestato e poi rilasciato dagli americani in uno dei peggiori errori commessi in Iraq.  Un fanatico, Atar, che non è il caso di sottovalutare, come fecero con i suoi cugini le autorità belga.


Cosa deciderà adesso Parigi? Nasconderà la testa dentro un sacco, come hanno fatto le autorità belga, che l'hanno poi pagata duramente? Se Hollande avesse dato ascolto a Marine Le Pen oggi la Francia non sarebbe costretta a correre ai ripari, scatenando una massiccia caccia all'uomo per tutto lo Stato. "Non possiamo accontentarci dei fiori e delle candele", aveva dichiarato il 15 giugno scorso alla stampa la leader del Front National; "se è vero che siamo in guerra contro il terrorismo, allora dobbiamo deciderci a farla davvero questa guerra. Dobbiamo fare la guerra contro questi soldati che non rispettano nessuna delle regole della guerra".


E poi: "Dobbiamo darci i mezzi per combattere i terroristi islamici e per proteggere i nostri compatrioti. Perché al di là della compassione, del dolore e del senso di rivolta che proviamo tutti, è questo che ci aspettiamo dal governo francese e dal presidente della Repubblica: che protegga i francesi. Il governo non protegge il suo popolo. La vera lotta contro il fondamentalismo non è avviata come dovrebbe. Non c’è ancora una risposta all’altezza della minaccia. Si dice che non abbiamo i mezzi per poter arrestare qualcuno che è legato ad una filiera jihadista, che si prepara ad un’azione terroristica, ma che non è ancora passato all’atto. Non è vero: abbiamo la possibilità di farlo ricorrendo all’articolo 411.4 del Codice penale".

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