Soldato islamico

Strage di Orlando, l'Fbi conferma che il killer giurò fedeltà al capo dell'Isis

La trascrizione integrale delle telefonate con le autorità conferma quanto era già emerso: Mateen si dichiarò seguace di Abu Bakr al-Baghdadi

Redazione
Strage di Orlando, il killer giurò fedeltà al capo dell'Isis

Omar Mateen, il killer di Orlando, e i fiori vicino al Pulse. Composizione da foto ANSA

Il dipartimento di Giustizia statunitense ha deciso di pubblicare la trascrizione integrale delle telefonate tra le autorità e Omar Mateen, l'autore della strage di Orlando, durante il suo assalto al locale per omosessuali (49 persone uccise). Mateen, secondo i documenti ora disponibili, giurò fedeltà a Abu Bakr al-Baghdadi, il capo dell'Isis. Il killer chiamò il 911 (il numero d'emergenza) e disse all'operatore di essere "l'autore della sparatoria", minacciando poi in un'altra telefonata di far esplodere delle autobomba fuori dal locale. Come già emerso precedentemente, durante le telefonate con la polizia Mateen citò gli attentatori alla maratona di Boston e gli attacchi in Francia.

L'Fbi ha reso noto che Mateen parlò per circa 50 secondi con un operatore del 911, trenta minuti dopo aver aperto il fuoco nel locale dove è rimasto asserragliato per tre ore. Poi, Mateen parlò tre volte con i negoziatori della polizia di Orlando in telefonate di nove, sedici e tre minuti: durante queste comunicazioni si definì "soldato islamico", affermando poi che l'America doveva smettere di bombardare Siria e Iraq, motivo per cui lui era lì in quel momento. "Ci sono dei veicoli lì fuori con alcune bombe, tanto per farvelo sapere. Le farò esplodere - disse - se cercherete di fare qualcosa di stupido"; in realtà nessun esplosivo è stato poi trovato. Mateen disse di avere un giubbotto antiproiettile assicurando che "nei prossimi giorni, vedrete altre azioni di questo tipo". Dopo uno stallo di tre ore, le forze speciali fecero irruzione nel locale, uccidendo Mateen.

"Sono ad Orlando e sono stato io a sparare". La prima telefonata venne fatta dal killer subito dopo aver aperto il fuoco. "Lodiamo il signore", dice in arabo. "Preghiere e pace siano sul profeta di Dio", continua, sempre in arabo. È stata invece omessa dalle trascrizioni diffuse la parte che si riferisce al gruppo di estremisti al quale Omar Mateen faceva riferimento. Risulta che i negoziati tra la polizia e il killer siano andati avanti per tre ore e non ci siano stati spari durante quel lasso di tempo. Sempre durante la trattativa, Mateen avrebbe detto ad uno degli agenti di riferire al governo americano di mettere fine ai bombardamenti in Siria e Iraq. "Questo è il motivo per cui ora sono qui", aveva affermato. Non sono state invece rese note le chiamate fatte dalla vittime al 911 durante la sparatoria. "Per rispetto", ha spiegato l'Fbi. Infine, la autorità hanno detto che sono state interrogate oltre 500 persone nel corso delle indagini e che si spera di riaprire in settimana la scena del crimine nell'area intorno al Pulse.

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