Incoerenza radical chic

Sinistra in piazza per gli immigrati. Il sindaco della Lega si segna i nomi: "Li ospiterete a casa vostra"

A Inzago manifestazione contro il primo cittadino che si rifiuta di cedere al diktat del prefetto: "Convocherò chi ha manifestato e chiederò loro di ospitarli nei propri appartamenti. Contro di me rampolli di grandi professionisti, non certo la classe operaia"

Marco Dozio
Sinistra in piazza per gli immigrati. Il sindaco della Lega si segna i nomi: "Li ospiterete a casa vostra"

Foto da Facebook

La sinistra pro immigrati vuole che il piccolo comune di Inzago (Milano) accolga un buon numero presunti profughi, piegandosi ai diktat della prefettura milanese. Lo vuole talmente tanto da aver inscenato una manifestazione contro il sindaco leghista Andrea Fumagalli, “reo” di opporsi all’invasione e tutelare la propria comunità. Lui ha risposto dicendo: “Ospitateli voi”. Ha assistito alla protesta che ha radunato poche decine di persone e si è segnato i nomi dei residenti in paese, così in caso di coercizione prefettizia ha già pronto un piano: “Se il prefetto dovesse obbligare Inzago a ospitare presunti profughi, convocherò chi ha manifestato e chiederò loro di ospitare questi immigrati nei propri appartamenti”, spiega al Populista, precisando che non si tratta solo di una provocazione.

“Se il prefetto forzerà la mano calpestando la volontà della nostra amministrazione, io mi rivolgerò a queste persone chiedendo loro di mettere a disposizione i propri immobili e dare concretezza a quello in cui credono, dimostrando un minimo di coerenza. Del resto il protocollo prevede che il sindaco s’incarichi di trovare delle soluzioni svolgendo un’indagine per sondare le disponibilità sul territorio. E io, nel caso, mi rivolgerò proprio a loro”.

Fumagalli stima in una trentina i partecipanti alla manifestazione pro immigrati, tracciando un identikit che rimanda ai classici “figli di papà” col portafoglio gonfio e l’hobby della rivoluzione: “I residenti a Inzago erano circa venti, perlopiù ragazzi che nella vita non hanno ancora capito cosa significhi lavorare, sbarcare il lunario e mantenere dei figli. Si tratta di rampolli di grandi professionisti. A manifestare contro di me non c’era esattamente la classe operaia”.

Inzago ha già sperimentato forme di convivenza fallimentari: “Aderendo allo Sprar a causa delle precedenti amministrazioni di sinistra, mi sono già trovato a dover allontanare degli immigrati indegni di restare nella nostra comunità. Parlo di gente che ha gettato il cibo per strada. Dopo l'episodio, ho verificato di persona come avessero accatastato per giorni il cibo pagato da noi. Era un martedì pomeriggio verso le 15.30: per inciso, tre su quattro si sollazzavano tra wi-fi e programmi della De Filippi, mentre il quarto ospite era dell’estetista. Dialogando con la cooperativa sono riuscito a farli trasferire”.

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