Si è dimesso da Capogruppo di Area Popolare

Lo schifato Schifani pensa di andarsene

Alfano medita di fondare un nuovo partito assieme a Casini e a Tosi, così Renato Schifani si dimette da Capogruppo al Senato di Area Popolare e medita di abbandonare il partito

Ismaele Rognoni
Lo schifato Schifani pensa di andarsene

Foto ANSA

"Il mio partito ha disatteso i principi fondativi e la sua missione. Ha assunto una posizione eccessivamente filo-governativa che ha comportato un'oggettiva difficoltà a portare avanti i nostri punti programmatici e ad affermare la nostra identità: sono stato sempre dell'idea che la nostra esperienza si sarebbe dovuta chiudere con il voto alle riforme". Il senatore Renato Schifani spiega così, in un'intervista al Corriere della Sera, le ragioni delle sue dimissioni da Capogruppo di Area Popolare.

Dopo aver compreso finalmente la paradossale ipocrisia di un partito con il nome "Nuovo Centrodestra" che appoggia un governo di centrosinistra, la decisione di lasciare è stata presa mercoledì, quando "con il voto compatto del gruppo sugli enti locali si è capito che non ero l'avversario interno che organizzava fronde, e quando Alfano, la sera, ci ha detto che Ncd avrebbe dovuto costruire un nuovo partito con Casini e Tosi", soliti cambiare bandiere smaniosamente, "e solo in seguito decidere quali alleanze stringere senza alcuna progettualità. Non me la sono sentita di guidare il gruppo sulla base di questa proposta", spiega Schifani.


Adesso "cercherò di dare il mio contributo per far sì che il centrodestra torni unito sul modello di Milano", dice Schifani. Sull'uscita da Ncd, "ci sto pensando, non è escluso. Difficile convivere in un partito il cui nuovo progetto, politicamente indefinito, mi ha spinto alle dimissioni". Quanto alle possibilità di essere seguito, "non sono Caronte", chiosa. Schifani ribadisce il dispiacere per le offese di alcuni esponenti del gruppo a Silvio Berlusconi. "Ho assistito a vere e proprie metamorfosi da parte di chi era stato eletto sotto il simbolo di Berlusconi, ma poi no ha esitato ad attaccarlo".
Sulla ricostruzione del centrodestra, il senatore non esclude un'alleanza con la Lega: "Dire che è impossibile significa avere una visione di brevissimo periodo. Non si rinuncia ai propri valori solo perchè si ritiene che uno degli alleati abbia posizioni estremiste. Al contrario, si fa una battaglia per rafforzare i valori delle forze moderate". 




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