Il solito pasticcio renziano

La Corte dei Conti: "La riforma della giustizia contabile rallenterà i processi"

Le modifiche favoriscono la prescrizione rendendo più difficile il recupero dei danni erariali. Le novità sul sequestro conservativo "un regalo alle banche"

Redazione
La Corte dei Conti: "La riforma renziana della giustizia contabile rallenterà i processi"

Inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti. Foto ANSA

Il nuovo codice di giustizia contabile voluto dal governo Renzi rischia di rallentare il lavoro della Corte dei Conti provocando in prospettiva danni alle casse dello Stato. La denuncia arriva dall'Associazione nazionale magistrati della stessa Corte, che ha già preparato alcune proposte di emendamenti. Due in particolare i punti contestati: l'introduzione dell'obbligo di motivazioni dell'atto istruttorio e la sostituzione del sequestro con una cauzione in denaro o una fideiussione bancaria.

L'articolo 5 dello schema di decreto stabilisce che "ogni provvedimento decisorio del giudice e ogni atto del pubblico ministero sono motivati". In pratica, il pm contabile sarà tenuto sempre a spiegare il motivo per cui decide di avviare delle indagini e perché richiede di ottenere dei documenti. La nuova procedura rischia di appesantire il lavoro dei giudici, di allungare i tempi dei processi e favorire la prescrizione, danneggiando le tasche dei cittadini. "La motivazione di ogni atto del pubblico ministero, che non è prevista neanche nel settore penale, può significare obiettivamente il rallentamento o addirittura la paralisi del lavoro della Corte dei Conti" spiega al Fatto Quotidiano Ermanno Granelli, presidente dell'Associazione nazionale magistrati della Corte.

Per quanto concerne invece il sequestro conservativo, lo schema di decreto prevede la possibilità che possa essere sostituito da una cauzione in denaro o una fideiussione bancaria, per un importo che verrà stabilito dal giudice non superiore alla somma da risarcire. L'articolo 81 del documento stabilisce che, se la richiesta è accolta, il sequestro è "temporaneamente sospeso", ma torna ad essere efficace se la "fideiussione non sia rinnovata alla scadenza". In pratica il governo vuol fare un bel regalo alle banche, che potranno vendere fideiussioni a chi ha provocato danno erariale ma non desidera che i propri beni siano sottoposti a sequestro. Nell'anno giudiziario 2015, la Corte dei conti ha effettuato 1.275 citazioni per un importo complessivo di 830 milioni di euro.

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