Tradizioni tzigane

Figlio nomade del bandito ucciso da Stacchio, ruba una moto, preso con l'elicottero

Il ventenne Alan Cassol arrestato a Jesolo dopo un rocambolesco inseguimento, via terra e via aria. Condannato in marzo a due anni di reclusione come capo della banda delle slot-machine

Luca Morisi
Figlio nomade del bandito ucciso da Stacchio, ruba una moto, arrestato grazie all'elicottero

Nei riquadri il padre dell'arrestato, Albano Cassol, e Graziano Stacchio (Foto ANSA)

Evidentemente nella famiglia Cassol, nomadi ma piuttosto "stanziali" per quanto riguarda l'attitudine al reato, l'arte del furto si tramanda di generazione in generazione. Alan Cassol, figlio ventenne del rapinatore ucciso l'anno scorso a Ponte di Nanto, nel Vicentino, dal benzinaio Graziano Stacchio durante una rapina ad una gioielleria vicina al suo esercizio commerciale, è stato arrestato per il furto di una moto, ieri, a Jesolo, vicino Venezia.

Mentre il giovane nomade metteva le mani sulla moto, un Aprilia Rsv 1000 Tuono, parcheggiata davanti a un negozio all'ingresso del Lido di Jesolo, il proprietario l'ha notato e ha subito chiamato il 113. Ne è nato un inseguimento rocambolesco. Cassol jr si è ritrovato circondato da volanti della polizia, gazzelle dei carabinieri e auto dei vigili. È stato utilizzato anche un elicottero per coordinare le operazioni dall’alto. Vistosi senza via di scampo, il giovane ha mollato la moto e tentato la fuga nascondendosi in un campo di grano, senza successo (un agricoltore ha messo anche a disposizione il suo trattore per scovarlo). 

Cassol era già stato arrestato nel 2015 perché accusato di far parte della banda delle slot che aveva compiuto almeno dieci furti in provincia di Treviso. Dopo essere tornati tutti in libertà, in quanto i termini di custodia cautelare di sei mesi erano scaduti, i dieci componenti della banda - di cui Cassol era uno dei capi, secondo quanto accertato dagli inquirenti - nel marzo di quest'anno hanno ottenuto lo sconto di pena accedendo al rito alternativo del patteggiamento (due anni di reclusione, pena sospesa).

Il padre di Alan Cassol, Albano, era stato ucciso dal benzinaio Graziano Stacchio nel vicentino durante una rapina ad una gioielleria adiacente alla pompa di benzina di cui è titolare.  Vedendo la violenza dei rapinatori Stacchio aveva impugnato un fucile regolarmente detenuto e sparato all'auto dei malviventi in fuga nel tentativo di fermarla, ma un proiettile penetrato nella vettura aveva colpito mortalmente un rapinatore. Solo il 21 aprile scorso, dopo una demenziale odissea giudiziaria di oltre un anno, con l'accusa di eccesso di legittima difesa, per il benzinaio di Nanto è arrivata la richiesta di archiviazione.

I parenti dei Cassol si erano fatti notare in una trasmissione di Paolo Del Debbio, Quinta Colonna, del febbraio dell'anno scorso quando, dalla scaletta del caravan, urlavano ai giornalisti: "Quel benzinaio doveva farsi i ca..i suoi... non ci si fa giustizia da soli... e come se noi adesso prendessimo una pistola e andassimo a sparargli...". Tutto documentato. E aggiungevano: "Ma tu da piccolo non hai mai rubato delle cioccolate? Tutti abbiamo commesso degli errori...". Errori che evidentemente, dalla cioccolata alle moto, passando per gioiellerie e slot machine, questa "simpatica" famiglia continua a commettere.

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