la scoperta della squadra mobile di trapani

Ora è ufficiale: c'è un racket libico dietro gli sbarchi

La polizia siciliana ha torchiato due trafficanti di carne umana, un somalo e un egiziano, ed ha scoperto che...

Redazione
Ora è ufficiale: c'è un racket libico dietro gli sbarchi

Foto UNHCR

Un racket libico dietro una delle ultime partenze di migranti, poi giunti a Trapani. A scoprirlo è stata la Squadra Mobile di Trapani che in queste ore ha emesso due arresti per i presunti scafisti di una delle imbarcazioni confluite nell'ultimo sbarco di 436 migranti. Si tratta di Faisal Monsour Sultan, egiziano di 45 anni e Ali Adam Mohamed, somalo di 27 anni.


I due, secondo le testimonianze raccolte, avrebbero condotto un natante in legno soccorso il 16 maggio. Sul punto i migranti "riferivano di essere partiti dalla costa libica, dopo aver pagato, per lo stesso viaggio, centinaia di Dinari cadauno ad intermediari di un organizzazione libica", individuando il primo come conducente dell'imbarcazione ed il secondo come assistente di rotta.


Gli gli agenti (in collaborazione con alcuni mediatori culturali) hanno interrogato i due riuscendo a ricostruire le dinamiche che li hanno condotti alla partenza. "Ad uno dei due scafisti", dice la Squadra Mobile di Trapani, "è stata sequestrata la somma di 1000 dollari americani che, come ricostruito, alcuni faccendieri libici avevano loro consegnato per il servizio prestato". I due adesso sono stati trasferiti al carcere San Giuliano per "favoreggiamento aggravato all'immigrazione clandestina"

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