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Sottratte e pubblicate le carte segrete TTIP. Politici nel panico

Le 248 pagine sottratte scatenano una rivoluzione in seno ai governi Ue e mettono in luce un'Europa divisa: la Francia opportunista, la Gran Bretagna egoista, la Germania egemone, l'Italia dittatoriale

Urbano Secondo
Sottratte e pubblicate le carte segrete TTIP.  Politici nel panico

Da quando Greenpeace è riuscita a sottrarre ed a rendere pubblici alcuni documenti segretati relativi alle negoziazioni Eu-USA sul trattattato di libero scambio TTIP, alcuni governi si sono trovati a dover fare i conti con cittadini sempre più preoccupati ed infuriati. I documenti mostrano che, nel trattato TTIP, gli USA puntano a diluire e quasi ad annullare i diritti dei consumatori, nonchè a ridurre fortemente le protezioni sull'ambiente. In futuro la stessa Ue, per proporre o approvare una legge o un regolamento, dovrà coinvolgere contemporaneamente sia il governo USA che le grandi multinazionali interessate, garantendo a quest'ultime gli stessi diritti delle aziende europee. E le multinazionali avranno gli stessi diritti degli Stati Sovrani in merito alle questioni di business.

A queste rivelazioni i premier hanno reagito male. Hollande, da sempre sponsor dell'accordo, si è dovuto ricredere ed ha dichiarato che "dovranno esserci dei forti chiarimenti e delle modifiche sostanziali in merito ai contenuti del TTIP, in quanto quest'ultimo mina i principi su cui si fonda la cultura e l'essenza stessa dell'economia e del popolo francese". Ma guarda un po', gli stessi concetti espressi da Matteo Salvini pochi giorni prima in conferenza stampa con Marine Le Pen a Strasburgo, ancora all'oscuro del Greenpeace leaks.

Cameron ha impostato una strenua negoziazione con i cugini americani al fine di portare a casa il massimo per le multinazionali britanniche e per difendere il mercato dei capitali e la finanza inglese. A scapito dei partner europei. La signora Merkel ha intensificato l'azione di supporto ai grandi gruppo industriali tedeschi al fine di accelerare operazioni di acquisizione ed alleanze per essere pronti a dividere la grande torta con gli amici americani, la minaccia più concreta al futuro del'Europa sia che si firmi o no il disgraziato TTIP.

Renzi, al contrario degli altri capi di governo, non ha istituito un team di esperti indipendenti che studiasse l'impatto del TTIP. Che proponesse, almeno, modifiche a favore del nostro debole sistema economico rispetto allo strapotere delle multinazionali e che difendesse il made in Italy, l'ambiente. Ha sempre assecondato i dettami della signora Merkel, con l'appoggio di Berlusconi a Bruxelles, stessi partner nel partito popolare europeo (PPE). Certamente le limitazioni alla libertà di informazione ormai palesemente evidenti in Italia e l'utilizzo delle TV di regime e non solo, hanno facilitato il compito.

Guarda caso l'unico settore a rimanere protetto dallo tsunami TTIP sarà quello delle televisioni ed anche le aziende automobilistiche non avranno da lamentarsi. Per il resto, sarà un disastro epocale. I cittadini italiani onesti saranno quelli che pagheranno il conto più salato.

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