Caso Lambert: avviato e poi revocato lo stop all’alimentazione

Corte d'appello di Parigi: un euro per Vincent Lambert...

Ieri mattina era stata avviata, da parte dell’ospedale di Reims e contro il parere dei genitori, la procedura per lo stop dell’alimentazione e idratazione artificiale del tetraplegico in stato vegetativo da dieci anni diventato il simbolo della battaglia contro l’eutanasia in Francia. La Corte d’Appello di Parigi, però, all’ultimo momento ha fermato tutto, condannando la République a risarcire simbolicamente di un euro la famiglia di Vincent. E Macron? Non pervenuto!

Giuseppe Brienza
Corte d'appello di Parigi: un euro per Vincent Lambert...

Un passaggio della dichiarazione dell'arcivescovo di Parigi, Michel Aupetit, sul "caso" Lambert

Ieri mattina era stata avviata, da parte dell’ospedale di Reims (Parigi) e contro il parere dei genitori Viviane e Pierre Lambert, la procedura per lo stop dell’alimentazione e idratazione artificiale a Vincent Lambert, il tetraplegico in stato vegetativo da dieci anni e divenuto il simbolo della battaglia contro l’eutanasia in Francia. Nella notte, però, la Corte d’Appello di Parigi ha fermato tutto condannando “a titolo provvisorio” lo Stato francese a risarcire simbolicamente un euro alla famiglia di Vincent, che aveva intrapreso una la procedura d’urgenza per chiedere di fermare lo stop dei “trattamenti”.

La Corte ha decretato di dare luogo alla richiesta dei legali dei genitori alla Commissione ONU per i diritti degli handicappati ordinando contestualmente l'immediata ripresa dell'idratazione e nutrizione di Lambert fino a che la Commissione delle Nazioni Unite non avrà esaminato in profondità il caso (Cour d’Appel de Paris, Pôle 1 - Chambre 3, Arrêt du 20 Mai 2019, n°239). I giudici hanno riconosciuto in definitiva le ragioni giuridiche degli appellanti e il diritto umano alla vita di un essere umano non autosufficiente che richiede, come nel caso di Vincent, idratazione e nutrizione tramite sondino.

La procedura per l’arresto dell’alimentazione a malati o handicappati gravi è prevista dalla legge Claeys-Leonetti sul “fine vita”, fatta approvare dal governo socialista di Hollande nel 2016. In casi come quello di Vincent Lambert, l’Alta autorità sanitaria francese prevede una “sedazione profonda e continua fino al decesso”, come “misura di precauzione” per essere sicuri che “il paziente non soffra” dopo lo stop dell’idratazione e dell’alimentazione.

Staccare l’idratazione e la nutrizione, però, ha spiegato fra gli altri il prof. Roberto Colombo, responsabile del Laboratorio di Biologia Molecolare e Genetica Umana per lo Studio delle Malattie Ereditarie dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, “significa spegnere la corrente elettrica che consente al nostro sistema nervoso di controllare il buon funzionamento del nostro corpo e non fornire più metaboliti, energia, elettroliti e acqua per la fisiologia umana. È contro la vita e la dignità della persona. Anche se una legge o una sentenza consentono questa azione, essa resta inaccettabile e indegna di una società fondata sul rispetto e l’accoglienza della vita di tutti” (Roberto Colombo, Non possiamo rimanere indifferenti, in L’Osservatore Romano, 19 maggio 2019, p. 6).

Il “caso” di Vincent Lambert è emblematico della deriva utilitarista e individualista dell'attuale società francese. Già qualche anno fa Vincent aveva subito un arresto dell’alimentazione e dell’idratazione al quale era sopravvissuto in modo sbalorditivo. Quest’uomo di quarantadue anni, cerebroleso in seguito a un incidente automobilistico, è in condizione di handicap grave ma, non per questo, deve essere sfrattato dal suo letto al CHU di Reims.

La vicenda di Lambert, ha sottolineato l’arcivescovo di Parigi Mons. Michel Aupetit, è assai simile a quella di Michael Schumacher che, per un trauma cranico, ha riportato gravi lesioni cerebrali. A motivo della celebrità del campione di Formula 1, però, ha scritto provocatoriamente il prelato, “i media non hanno messo le mani sul suo caso clinico ed egli può tuttora godere di cure specialistiche molto attente in un contesto privato”.

Nel caso specifico di Vincent, come si può facilmente constatare dal video girato ieri nella camera d’ospedale dai genitori, non solo si ha davanti una persona vigile con gli occhi aperti, che respira normalmente, ma arriva addirittura a piangere perché probabilmente capisce cosa gli vogliono (o, meglio, volevano) fare. Insomma, Lambert è tutto fuorché in fin di vita.

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