M5S allo sbando

Caso Genova, grillini nel caos: regione, gruppo consiliare in silenzio stampa

Sempre più dissidenti abbandonano il partito del comico, accusato di voler imporre i candidati a lui graditi fregandosene di "trasparenza" e "condivisione"

Redazione
Caso Genova, grillini nel caos: regione, gruppo consiliare in silenzio stampa

Foto ANSA

Diventa sempre più profonda la frattura all'interno del Movimento 5 Stelle dopo i clamorosi casi di sconfessione delle primarie per la scelta dei candidati sindaci da parte di Beppe Grillo, il quale sia a Monza che a Genova ha deciso di imporre chi era a lui gradito, fregandosene bellamente dell'indicazione emersa dalla "rete". Come già in occasione delle vicende che hanno travolto la giunta capitolina di Virgina Raggi, si evidenziano le faide interne tra "movimentisti" e "dirigisti", coi primi che vorrebbero mantenere lo spirito originario del partito ma, sconfessati dalle giravolte del comico ligure, stanno decidendo in gran numero di abbandonare le insegne grilline denunciando che "uno non vale più uno" e accusando il tradimento di slogan quali "trasparenza" e "condivisione".

"Non c'è un problema di metodo, il metodo è giustissimo, è tutto spiegato nel blog" ha affermato un Grillo visibilmente irritato, uscendo ieri dall'hotel Forum, ai cronisti che gli chiedevano conto del caso della candidatura di Marika Cassimatis a Genova. "Io sono il garante", ha sottolineato il leader dei 5Stelle a chi gli domandava se il suo intervento per annullare le primarie dopo la vittoria di una candidata a lui sgradita non avesse contribuito ad accentuare le divisioni all'interno del Movimento, che a partire dal capoluogo ligure per proseguire con altri comuni e arrivando al gruppo regionale ha perso per strada negli ultimi tempi diversi pezzi, con rappresentanti storici che hanno deciso di abbandonare quello che ritengono essere diventato un contenitore vuoto, privo di democrazia.

Nessuna deroga in Regione al silenzio stampa deciso dal gruppo consiliare pentastellato, dopo il cambio di candidato imposto nel capoluogo da Grillo, che nei giorni scorsi aveva promosso lo sconfitto a lui gradito, Luca Pirondini, che correrà perciò alle comunali. Il gruppo composto da cinque consiglieri ha ribadito, a margine dell'assemblea, di non voler fare dichiarazioni sulla vicenda. Non parla neppure Alice Salvatore, criticata dai dissidenti che l'hanno indicata come la regista dell'operazione che ha portato al ribaltamento del voto on line. Un dissidente della provincia della Spezia l'ha definita "capo bastone" subito dopo avere annunciato l'uscita dal Movimento. Salvatore, plenipotenziaria di Grillo in Liguria, ha preso posto in Consiglio attenendosi al silenzio stampa.

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