minacce di morte contro la Lega

Proiettili per Susanna Ceccardi: "Ripuliremo Cascina dalle merde come te"

La leghista: "Non mi lascio intimidire, andiamo avanti". Ma le forze dell'ordine prendono molto seriamente la lettera minatoria

Marco Dozio
Proiettili e minacce per Susanna Ceccardi: "Diamo fastidio, ma non mi faccio intimidire"

Lettera con un proiettile calibro 38, accompagnata da minacce mafiose: “Con il tuo razzismo non andrai lontano. Per il momento accetta questo pensiero che ti mandiamo con sincerità. Ripuliremo Cascina dalle merde come te". L’anonimo mittente ha messo nel mirino Susanna Ceccardi, sindaco leghista di Cascina da un anno e mezzo dopo 70 anni di incontrastato potere rosso, ricorrendo alla violenza politica. Una pagina di quaderno scritta a mano, in stampatello: una frase tutt’altro che sconnessa, infondata eppure precisa, oltretutto declinata al plurale come se l’atto intimidatorio fosse riconducibile a un gruppo di persone.

E c’è il particolare della cartuccia rossa avvolta in fazzoletti di carta, nel tentativo di non lasciare alcuna traccia. Dettagli che invitano a non sottovalutare l’accaduto. Prefetto e questore si sono mobilitati: quest'ultimo, Alberto Francini, ha fatto visita al sindaco in Comune manifestando vicinanza, mentre i carabinieri stanno indagando a fondo su questa missiva recapitata lunedì in municipio e recante un timbro di Firenze, presto in mano alla scientifica. La matrice politica della lettera minatoria, considerate le accuse (assurde) rivolte al sindaco, parrebbe evidente.

Da tempo Ceccardi è bersagliata da parole d’odio e insulti per alcune battaglie politiche condotte in Comune, a cominciare dai nuovi criteri per l’assegnazione delle case popolari che hanno ribaltato le graduatorie, ora presidiate in grande maggioranza da cittadini italiani. Recentemente su Facebook c’è chi è arrivato a dire “quasi quasi la violento”, tanto per inquadrare il contesto in cui si muove il primo sindaco leghista in terra di Toscana. Qui però la faccenda assume contorni diversi, pericolosi.

Lei non indietreggia di un millimetro: “Se si tratta di un pazzo, siamo di fronte a un pazzo lucido. Io sono tranquilla, bisogna vivere tranquillamente e andare avanti. La squadra è compatta e siamo più determinati di prima”, spiega al Populista ammettendo che da quelle parti “c’è un brutto clima. Tutto questo è intollerabile. Quando si attacca un sindaco in questo modo si attacca anche chi l’ha votato, dunque la democrazia. Ovviamente respingo al mittente le accuse di razzismo. Mai stata razzista. Rivendico le mie politiche a favore dei cittadini italiani, che proseguiranno come e più di prima. Chi ha fatto questo pensando di intimidirmi ha sbagliato persona: non mi farò intimidire da nessun messaggio mafioso né dai mafiosi che l'hanno scritto”.

Il sindaco ha ricevuto centinaia di attestati di vicinanza, anche dagli avversari politici di Cascina. “La solidarietà che mi state dimostrando è veramente tanta – ha scritto su Facebook -. Non riesco a rispondere a tutti voi e me ne scuso. Il primo pensiero va alla mia squadra di consiglieri ed assessori. Il lavoro che stiamo facendo qui, primo comune leghista della Toscana rossa è importante e simbolico, ed evidentemente diamo fastidio. Si parla di mafia tutti i giorni nei salotti tv, ma quando arriva una pallottola in busta chiusa si capisce davvero che è una cosa reale e ancora viva tra noi. Vi abbraccio tutti e vi assicuro che io sono sempre la stessa. Sono forte e non ho paura di questa roba. La mia squadra è con me e insieme non ci ferma niente e nessuno. Prima la nostra gente. Prima gli italiani!”.

Il leader della Lega Matteo Salvini: “Maledetti infami e delinquenti!!!
 Non ci faremo intimidire da questi schifosi messaggi mafiosi, continueremo la nostra politica di mettere prima gli italiani! 
A Susanna la solidarietà e l’abbraccio, miei e di tutta la grande Comunità della Lega: vai avanti, noi ci siamo, siamo con te!”.

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