L'inchiesta era scattata nel 2014

Definì "cani" gli svizzeri: terrorista su sedia a rotelle in cella di sicurezza

Aveva scritto su Facebook "è uno scandalo, avete una croce sulla vostra bandiera". Combattente jihadista, dipendeva dall'assistenza pubblica

Redazione
Definì "cani" gli svizzeri: terrorista su sedia a rotelle in cella di sicurezza

Poliziotti svizzeri. Da blick.ch

Il 29enne Osama M. aveva manifestato l'intenzione di costituire una cellula dell'Isis in territorio elvetico e nel marzo del 2016 era stato riconosciuto colpevole di affiliazione a un'organizzazione criminale e di incitamento all'entrata e al soggiorno illegale in Svizzera, per cui era stato condannato a 4 anni e 8 mesi di carcere. Aveva scritto su Facebook "è uno scandalo, avete una croce sulla vostra bandiera", definendo per questo "cani" i cittadini svizzeri.

La sentenza è stata contestata davanti al Tribunale federale, il quale giovedì 20 ottobre ha deciso che l'ex combattente islamista iracheno non potrà beneficiare del regime di esecuzione ordinaria della pena e dovrà pertanto scontarla in regime di carcerazione di sicurezza. Secondo il tribunale il rischio di fuga è troppo elevato e l'iracheno, costretto su una sedia a rotelle in seguito a una ferita riportata nel 2007 combattendo tra le fila di un gruppo terroristico "predecessore" dell'Isis, si è visto anche ritirare lo statuto di rifugiato, ottenuto nel 2012 mentendo sulla sua identità.

L'inchiesta della Procura federale era scattata nel marzo del 2014, in seguito a informazioni trasmesse dal Servizio delle attività informative della Confederazione alla Polizia giudiziaria federale. L'uomo era entrato illegalmente in territorio elvetico e i giudici di Bellinzona non hanno escluso che potrebbe tentare anche il percorso inverso. L'iracheno, che viveva nel canton Sciaffusa e dipendeva dall'assistenza pubblica, non ha relazioni sociali in Svizzera.

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