Continuano gli sbarchi nel porto di Salerno: l'ItalAfrica procede spedita

Mariano Picarella
Continuano gli sbarchi nel porto di Salerno: l'ItalAfrica procede spedita
Ormai gli sbarchi nei porti di diverse città italiane non si contano più, c'è veramente il rischio di perdersi nei calcoli. Le rotte continuano ad essere le stesse, con poche variazioni: arrivo in Sicilia o in Calabria, con i taxi messi gentilmente a disposizione dalla Marina Militare, e da lì partenza verso altre sponde, altri lidi. Quella Sicilia e quella Calabria che politicamente sono, o dovrebbero essere, territori italiani, ma che nella pratica somigliano più a colonie libiche (una volta era l'inverso, anche la Storia si prende gioco di noi), per tacere poi di Lampedusa. Ma torniamo a quelle sponde e a quei lidi di cui sopra: tra di essi menziono il caso salernitano, ossia la zona in cui vivo e dove quindi ho la possibilità di toccare anch'io con mano fenomeni che interessano l'intero Paese. Finora gli sbarchi nella città campana, a settembre 2016, ammontano a 15, e in ognuno di questi vi sono migliaia di migranti (la maggior parte uomini, chissà perché), troppi per un capoluogo di medie-piccole dimensioni se si tiene conto che la sua popolazione è di circa 130.000 abitanti. Salerno finora ha sempre risposto "presente" in fatto di accoglienza e ospitalità dei profughi, ma fare il buon samaritano non sempre paga: anzi, sembra proprio che i contro superino i pro, soprattutto se l'emergenza immigrazione continua ad essere sottovalutata dagli ambienti romani. D'altronde, fino a quando i migranti non arrivano a manifestare sotto casa di Renzi, Boldrini o Alfano, il problema non sussiste, e sia quindi la brava gente di Sicilia, di Calabria e di tutte le altre città coinvolte ad occuparsene. Il parlamentare di Fratelli d'Italia, l'on. Cirielli, ha tuonato a tal proposito, con riferimento anche a ciò che sta avvenendo a Salerno: la solidarietà è bella, ma ciò rischia di far tornare indietro la città di almeno dieci anni, con un aumento della criminalità e del degrado. Non bisogna dimenticare che l'Italia non può accogliere tutto il continente africano e tutta la Siria, e vale sempre la pena di ricordare che il 90% dei migranti non ha diritto allo status di rifugiato visto che non sembra scappare da nessuna guerra. Il Premier dovrebbe imparare un po' di geografia, quella bella ed interessante materia letteralmente scomparsa dagli istituti superiori. Per concludere, il concetto di fondo è sempre lo stesso, e cioè che a parole tutti sono solidali e pronti ad aiutare i più bisognosi, ma quando si tratta di passare ai fatti si diventa improvvisamente sordi e ciechi. Ci sarà mica in giro un'epidemia da radical chic da quattro soldi?

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