ancora nessuna notizia dei sequestrati

Agguato e sparatoria all'alba in Libia: due italiani rapiti da un gruppo armato. Le famiglie in trepida attesa

I nostri connazionali lavorano per la Con.I.Cos, società di Mondovì che si sta occupando della manutenzione dell'aeroporto di Ghat, sotto il controllo del governo di Tripoli

Redazione
Agguato e sparatoria all'alba in Libia: due italiani rapiti da un gruppo armato

Foto ANSA

Continua l'attesa a Borgo San Dalmazzo per le sorti di Bruno Cacace, 56 anni, uno dei due italiani rapiti in Libia. Tutta la famiglia si è stretta attorno all'anziana madre, Maria Margherita, in attesa di notizie dalla Farnesina. "Tutto come ieri", si limita a dire Ileana, la sorella di Bruno, uscendo per un attimo dalla casa di famiglia, Villa Primula. "C'è forte apprensione e incredulità", ribadisce il sindaco di Borgo San Dalmazzo, Gian Paolo Beretta. "Sono in costante contatto con la famiglia Cacace. Siamo tutti in attesa di notizie positive...".


I due italiani sono stati rapiti tra le 07.00 e le 08.00 di lunedì 19 settembre a Ghat, nel sud della Libia al confine con l'Algeria da sconosciuti armati e mascherati che hanno bloccato la loro auto costringendoli a salire su un fuoristrada. Si tratta di Bruno Cacace, 56enne residente a Borgo San Dalmazzo (Cuneo), che vive in Libia da 15 anni, e Danilo Calonego, 66enne della provincia di Belluno. Il sequestro - che non è stato rivendicato - è stato confermato dalla Farnesina (e secondo Il Fatto Quotidiano sarebbe da mettere in relazione con il nostro intervento in Libia, come ritorsione).


Assieme ai due italiani è stato rapito un cittadino canadese. Tutti e tre lavorano per la Con.I.Cos, società di Mondovì (Cuneo) che si sta occupando della manutenzione dell'aeroporto di Ghat, città sotto il controllo del governo di unità nazionale di Tripoli. I tre "sono stati prelevati da un gruppo di uomini che erano a bordo di due auto. I rapitori hanno aperto il fuoco contro di loro e poi li hanno prelevati", ha riferito al sito Masrawy.com un membro del consiglio municipale di Ghat. La stessa fonte ha aggiunto che "l'autista che accompagnava i tre è stato trovato con le mani legate in una zona desertica" e ha rivelato che a fornire tali particolari sulla dinamica del sequestro sarebbe stato proprio l'autista abbandonato dai sequestratori.

Il sindaco di Ghat, Komani Mohamed Saleh, aveva detto in precedenza al sito arabo Tuniscope che "Sconosciuti hanno sequestrato all'alba un canadese e due italiani" e che "si sta lavorando per conoscere il gruppo dei rapitori e il luogo dove sono stati portati i tre". Altre fonti libiche hanno dichiarato al sito arabo 218.tv.net che "uomini mascherati che si trovavano a bordo di una vettura 4x4, hanno fermato vicino alla cava di El-Gnoun un'auto dove si trovavano degli stranieri che stavano viaggiando verso il loro posto di lavoro vicino all'aeroporto di Ghat, prima di sequestrarli".

La Con.I.Cos (Contratti Italiani Costruzioni) opera da decenni in Libia con numerose commesse di ingegneria civile e ha la sua sede centrale a Tripoli, ma anche uffici a Derna, Bengasi e, appunto, Ghat. Sarà la procura di Roma ad indagare sul rapimento. L'apertura del fascicolo processuale è subordinata ad una prima informativa dei Ros che arriverà a piazzale Clodio e, come per episodi analoghi, si procederà per sequestro di persona con finalità di terrorismo. Salgono così a tre i rapiti italiani nel mondo: da tre anni è in mano ai sequestratori padre Paolo Dall'Oglio, sparito a Raqqa, in Siria, nel luglio 2013.

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