"PRIMA GLI INTELLETTUALI!"

Perfino Cacciari dà ragione a Salvini

Ospite di Lilli Gruber, l’ex sindaco di Venezia si schiera (con dispiacere) dalla parte del Ministro degli Interni

Andrea Lorusso
Perfino Cacciari da ragione a Salvini

Foto ANSA

Con la puntata del 20 Settembre in chiusura, Lilli Gruber conduttrice su La7 di Otto e Mezzo, prima di dare la linea a Piazza Pulita ricorda che tra gli ospiti della serata ci sarà Jean Aselborn (Ministro degli Esteri lussemburghese balzato alle cronache per avere ferocemente interrotto il discorso del nostro Ministro dell’interno accusandolo di razzismo), e qui il filosofo veneziano sbotta.

Massimo Cacciari, ex Sindaco di Venezia, accademico, sempre in prima linea quando c’è da sferrare epiteti verso la destra nostrana, saldamente in sella per somministrare una terapia intensiva di risveglio al PD, ha un rigurgito di nazionalismo: “Prima di dare lezioni all’Italia il Lussemburgo facesse pagare le tasse, prima di accusare Salvini. Guarda un po’, mi costringe perfino a difenderlo.”

Cacciari fin da ragazzo ha militato con Potere Operaio e nel PCI, poi ha fatto parte de “I Democratici” di Romano Prodi, transitando per l’Ulivo.  Parlamentare a cavallo fra gli anni ’70 e ’80, ed europarlamentare a fine ’90.

Oggi ha lanciato un nuovo manifesto, di quelli ormai a cui siamo abituati continuamente quando la sinistra raggiunge l’acme delle sue crisi esistenziali, per fare nascere la lista Nuova Europa (già come hanno gestito la vecchia fa tremare i polsi, figuriamoci), ma sentiamolo con le sue parole: “La mia idea è fare leva sulla scadenza elettorale del 2019 per costruire un simbolo europeo. Le forze che condividono questo progetto si mettano insieme, in modo transnazionale: Macron in Francia, Ciudadanos in Spagna, Tsipras in Grecia, che è stato bravissimo. Un progetto che si chiami Nuova Europa. Senza questa iniziativa il Pd rischia la liquidazione. O ti ritiri e cavalchi in retromarcia o sfidi i populisti e i sovranisti su questo terreno”.

Qui trova la sponda del leader azzoppato di quel Partito Democratico oggi ridotto al lumicino: “Macron, i Verdi, i liberali e Tsipras devono andare insieme? Assolutamente sì“. Renzi dixit. Allo stesso tempo c’è l’ex Ministro dello Sviluppo Economico Calenda, che chiede di formare il Fronte Repubblicano, ma non riesce ad organizzare una cena con gli altri big del partito. Una deriva totale, un correggere a penna l’etichetta di un partito che non vota più nessuno.
Peracottai per l’Europa, potrebbe essere un buon lancio!

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