Emergenza al confine

Como, assalto ai treni da parte dei clandestini: paura e tensione in stazione

Scene da guerriglia urbana: immigrati respinti dai poliziotti in assetto antisommossa. Salvini: "Rimuoviamoli tutti e rispediamoli a casa loro"

Redazione
Como, assalto ai treni da parte dei clandestini: paura e tensione in stazione

Alcuni dei clandestini che bivaccano a Como. Foto ANSA

Momenti di altissima tensione nel pomeriggio di sabato 20 agosto a Como, dove alla stazione San Giovanni alcune decine di clandestini, soprattutto eritrei, hanno tentato di salire sui treni intercity diretti in Svizzera. Poliziotti e finanzieri, tutti in assetto anti sommossa, sono stati dislocati a presidio dei convogli. Attorno alle 16 un centinaio di immigrati si sono schierati al binario uno, pronti a dare l'assalto a un treno diretto verso nord. Le forze dell'ordine - equipaggiate di scudi, elmetti e manganelli - si sono posizionate sulle scalinate dei sottopassaggi, impedendo loro l'accesso.

Lo stesso giorno, in mattinata, le associazioni di sinistra che sostengono il diritto dei clandestini a oltrepassare la frontiera avevano fatto firmare ai bivaccanti una lettera, indirizzata al prefetto del capoluogo lariano, nella quale si chiede il rispetto delle leggi "che riconoscono il nostro diritto di movimento, leggi che in questo momento sono violate dalla Svizzera". Accuse contro la polizia elvetica ma anche contro quella italiana che secondo i No Borders "trasferisce i migranti con la forza da Ponte Chiasso al Sud Italia, senza informarli riguardo la loro destinazione".

L'intervento degli agenti ha evitato il peggio, prevenendo probabili incidenti, nonostante gli stranieri sembrassero determinati a dare l'assalto ai convogli. Alla fine sia il treno delle 16 che quelli successivi sono riusciti a partire senza che nessuno sprovvisto di biglietto riuscisse a salirvi. Sembra che l'assalto sia stato fomentato da alcuni dei volontari che prestano aiuto ai clandestini, i quali li avrebbero illusi della possibilità di attraversare la dogana e ottenere asilo politico, come a loro dire sarebbe riuscito a fare il "capo" della comunità eritrea, che non si trova più a Como.

Non si è fatta attendere la reazione di Matteo Salvini a quanto accaduto: "Tensione a Como fra Polizia e decine di clandestini che volevano salire (senza biglietto) su un treno diretto in Svizzera. Povera Como - ha scritto su Facebook il leader leghista -, da città di arte, cultura e turismo, a bivacco di abusivi. Gli immigrati, prima di essere giustamente respinti, avevano pure scritto al prefetto rivendicando il loro 'diritto di movimento'. Hanno ragione poverini, dovremmo riconoscere loro questo sacrosanto diritto: rimuoviamoli tutti e rispediamoli a casa loro!"

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