Immigrati come fonte di business

In 12 paesi europei si vende il passaporto anche ai clandestini

Ungheria, Bulgaria, Belgio, Grecia, Austria, Malta, Portogallo, Spagna, Irlanda, Lettonia e Cipro rilasciano a chiunque, in cambio di somme cospicue, la libera circolazione nel Vecchio Continente

Ismaele Rognoni
Nuova invasione di clandestini in arrivo: la Slovenia blinda le frontiere

L'esercito sloveno installa la barriera sul confine. Da sloveniatimes.com

L'ipocrisia dei governi che se ne fregano di proteggere l'Europa dall'invasione clandestina quando vedono dei portafogli gonfi di denaro. E' quanto accade in paesi come l'Ungheria, la Bulgaria, il Belgio, la Grecia, l'Austria, Malta, il Portogallo, la Spagna, l'Irlanda, la Lettonia e Cipro dove è facilissimo che un immigrato possa ottenere il passaporto e girare liberamente per l'Europa. Vero è che in questo modo lo Stato, in cui lo straniero si trova, se ne libera facilmente, inguaiando però gli altri paesi europei, come l'Italia, che sono colmi fino all'orlo di questi extracomunitari, mantenuti perlopiù con i soldi degli stessi italiani.

In Ungheria non è richiesta alcuna visita medica nè interessa verificare la saluta effettiva, la cittadinanza è ottenibile in 5 anni e i 300mila euro investiti vengono restituiti con il passaporto. In Bulgaria con 511mila euro investiti in bond del governo si ottiene il passaporto in 5 anni, ma è possibile passare alla procedura più veloce investendo il doppio e ottenendo i documenti in 24 mesi. A Cipro è possibile diventare "cittadini europei" investendo dai 3 ai 5 milioni di euro e in circa 4 mesi si ottiene la cittadinanza, senza nemmeno l'obbligo di residenza. A Malta con 650mila euro si otteneva il passaporto in pochissimi mesi. In Grecia bisogna investire in immobili 250mila euro mentre in Lettonia ne sono richiesti 150mila. 

Per fortuna esiste anche chi cerca di contrastare questo indecente business come Viviane Reding, Commissario Europeo alla Giustizia nel 2014, che dichiarò: "La consegna di un passaporto dovrebbe dipendere dai legami di una persona con il Paese in cui lo richiede e non dalla grandezza del suo portafoglio". L'Unione Europea ha provato a fermare il fenomeno, ma non ha in verità molti strumenti a disposizione dato che non esiste alcuna normativa che regoli il rilascio dei passaporti europei.


Nonostante persone come Stuart MacFeeters, responsabile della filiale maltese, inviti anche l'Italia a rilasciare passaporti anche ai calciatori: "Le società spendono milioni in acquisti, commissioni e procuratori; sborsando qualcosa in più un sudamericano potrebbe diventare europeo in fretta". Ma MacFeeters non ha compreso che il problema non sono i calciatori, ma le centinaia di migliaia di immigrati che sono presenti in Europa e di cui non abbiamo alcuna certezza reale sulla loro identità se non mediante un passaporto comprato da Stati irresponsabili che lo permettono

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