SCHEGGE DVRACRVXIANE

Auto assassine sulla folla? dipende da chi le guida...

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Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster nasce a Roma abbastanza tardi da essersi goduto i mefitici effluvi scolastici e universitari del ’68. Nella vita non scrive (semmai parla!), ma lo fa per passione e missione, essendo un convinto assertore di quelle libertà di pensiero e di opinione che, ben 3000 anni dopo Atene e Roma, vengono messe sotto assedio da una sorta di Pensiero unico depressivo, nichilista e soprattutto antidemocratico.

Il suo nome nasce dal connubio fra l’aulicità del romanticismo nibelungico e lo humor “trash” col quale Egli si rende guastatore delle peggiori ipocrisie progressiste e radical-chic.

Il “castigat ridendo mores” contraddistingue da sempre il tenore tematico e stilistico sia delle sue collaborazioni (Qelsi, Arianna Editrice e, ora, anche Il Populista) sia della gestione del blog che coordina, Aristocrazia Dvracrvxiana, ove si ciondola dal ghibellinismo dantesco (la “Dvra Crvx” del Poeta e non la “moscia crux” di 4 fricchettoni post-conciliari) a ricette gastronomiche identitarie messe a tavola per onorare  contadini e pastori nostrani ed indurre giovanissimi e massaie a dire "basta!" a venefiche porcherie sottocosto globalizzate e a cazzarate eque e solidali.

Il suo motto è «alla "povertà" si guarda, non si crede».

Auto assassine sulla folla? dipende da chi le guida...

L'Europa, quindi casa nostra, è assediata da attentati terroristici di matrice islamista quasi settimanalmente da mesi. E se non c'è l'attentato, ci sono gli autoblindi dell'esercito parati ad incroci nevralgici e davanti alle chiese a ricordarci che siamo sotto assedio.

Naturalmente i media minimizzano e balbettano qualcosa solo nell'intento di poter minimizzare, magari difendendo a spada tratta quell'accoglienza indiscriminata che è proprio lo strumento usato dagli assendianti per poterci fottere comodamente da salotti e resort ben più confortevoli della pancia di legno d'un Cavallo di Troia qualsiasi.

Ma ecco che finalmente anche i media politicamente corretti possono scatenarsi contro le auto assassine: pazienza se il fatto avviene avviene in un continente che non c'appartiene, e pazienza se si verifica in un contesto definito "confuso" dagli stessi investigatori Fbi, e cioè quello ove gli aggrediti sono i manifestanti, non i loro avversari.


I cosiddetti "suprematisti bianchi" (come se quelli neri non esistessero) sfilano liberamente nell'impero della Libertà di Pensiero e vengono aggrediti da un gruppo di "antagonisti".
Qui scappa fuori un'auto investitrice senza che per il momento sia possibile spiegare chi o che cosa l'abbia mossa; e, orribilmente, ci scappano un morto e tanti feriti che certo non giovano alla causa di chi stava pacificamente manifestando le proprie idee. Lo stesso Trump ha espresso ragionevoli parole contro l'odio: odio che non è solo quello del presunto colpevole dell'investimento (investimento che, avendo provocato un solo deceduto, non è strage, al contrario di molti altri "investimenti" europei), ma è anche quello di chi era lì ad opporsi con la violenza ad una libera manifestazione pienamente autorizzata dalla Polizia.  Ebbene, ancora una volta domandiamo a chi è capace di discernere la realtà dall'ideologia: chi sono, ragionandoci, i cattivi del film?!

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