Governo Renzi/Zingaretti/Di Maio? Facciano pure ma dura poco…

Pd/M5S: convergenza zero!

Ed ai cattolici diciamo: ma che ve frega se Renzi ha fatto approvare la legge Cirinnà e Zingaretti in Regione Lazio ha imposto l’esercizio della professione medica solo a chi è abortista! Dai che “Zinga” ha sostenuto finora così tanto l’agenda Lgbt da partecipare sempre in prima fila ai gay pride o come fantasiosamente lo hanno ribattezzato… Ma oltre alle cattive premesse valoriali, fra Pd e M5S si registrano “zero convergenze” sui temi dell’attuale agenda politica

Giuseppe Brienza
Pd/M5S: convergenza zero!

CandidatiraZingaretti alla presidenza della Regione Lazio sostenuta convintamente dalla lobby Lgbt

Tutti abbiamo visto lo scorso anno Nicola Zingaretti a Roma, al fianco dell’allora segretario pro tempore Pd Maurizio Martina, sfilare tutto contento al Gay Pride (o come fantasiosamente lo ribattezzano ogni volta). E tre anni fa tutti i pro-life ricorderanno sicuramente l’esultanza di “Zinga” e dei suoi dopo la sentenza del Tar Lazio contro il ricorso promosso dal Movimento per la Vita contro il decreto della Regione che vietava gli obiettori di coscienza all’aborto nei consultori. Sul suo sito il “governatore” ne fece pomposamente scrivere così: "Soddisfatti della sentenza del Tar del Lazio che ha ritenuto infondati nel merito i ricorsi presentati dalle associazioni e dai movimenti per la vita […]. È la certificazione che la Regione Lazio ha avuto ragione e sta andando nella direzione giusta" (Consultori: il Tar boccia il ricorso dei medici obiettori, in www.nicolazingaretti.it, 3 agosto 2016).

Ma oltre alle cattive premesse valoriali, fra Pd e M5S, come ha dimostrato recentemente il quotidiano romano “il Messaggero” (v. Barbara Acquaviti, Dalla Tav ai vaccini, zero convergenze, 12 agosto 2019, p. 6), si registrano “zero convergenze” su tutti i temi dell’attuale agenda politica. Partiamo ad esempio dalla Tav, con i dem “nettamente schierati a favore” ed i Cinque Stelle che considerano l'opposizione "una battaglia che il MoVimento persegue sin dagli albori". Passiamo quindi all’applicazione pratica del principio dell’obbligatorietà dei vaccini, che per i dem è “sempre stato un punto fermo” delle politiche in materia di sanità pubblica mentre i Cinque Stelle ne avversano (teoricamente) l'imposizione legislativa con la formula inventata da Giulia Grillo della “obbligatorietà flessibile”. Che dire quindi dei temi della sicurezza? Questa vede i dem “schierati con slancio” contro i due decreti fatti approvare da Matteo Salvini da ministro dell'interno ed i Cinque Stelle che invece, appena due settimane fa, “hanno garantito la fiducia in Senato sul decreto tanto caro a Salvini”. Da quest’ultimo punto di vista, rimane proverbiale la dichiarazione rilasciata il 9 agosto, all'indomani quindi dell'approvazione del decreto sicurezza bis, da Nicola Zingaretti: "Il decreto Salvini è passato, l'Italia è più insicura. Grazie agli schiavi Cinque stelle". Non a caso, quindi, Zinga, tra le condizioni poste oggi al presidente della Repubblica per far appoggiare dal Pd il "governo di garanzia", abbia inserito anche l'"abolizione totale dei due decreti sicurezza".

Continuando con i temi della discordia Pd/M5S possiamo parlare anche del reddito di cittadinanza, con i democratici che “lo hanno avversato… e Renzi che ha più volte contrastato la [sua] visione assistenzialista” e i Cinque Stelle che lo considerano (come ben sappiamo) la “misura per eccellenza di stampo grillino”. Concludendo in bellezza con la riforma della giustizia, tema che a mio avviso ha giustamente condotto alla rottura dell'accordo di governo Lega/M5S tanto quanto la mancata approvazione della Tav, sappiamo che i dem considerano "giustizialista" l’approccio complessivo del M5S in materia, e Luigi Di Maio ha definito invece la recente bozza (annacquata) di proposta del ministro Alfonso Bonafedeuno dei provvedimenti di bandiera” del MoVimento. Proprio al “capo politico” dei Cinque Stelle rubiamo una citazione a degna chiusura di questo articolo: "Accordo col Pd? Mai col partito di Bibbiano che toglie i bimbi alle famiglie" (Luigi Di Maio, 18 luglio 2019).

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