Il pranzo ideale per chi lavora

Panino al volo? No grazie

Durante la settimana gli italiani, spesso incorrendo in ritmi molto frenetici, consumano un pasto veloce ed inadeguato per la propria salute. Come evitare una alimentazione "junk food" e riscoprire una dieta degna del nostro prezioso retaggio gastronomico.

Redazione
Panino al volo? No grazie

Una delle immagini più auliche e buliche del nostro paese ci rappresenta, durante il pranzo (secondo pasto molto importante della giornata) come convitati ad una allegra tavolata immersa nel verde dove si possano gustare le primizie dell'orto, la pasta fresca prodotta in casa e tutti quei piatti ricchi e genuini della buona tradizione mediterranea... Purtroppo questo idilliaco quadretto è diventata una utopia, o perlomeno non è certamente applicabile alla mensa quotidiana della maggior parte degli italiani, che spesso, troppo spesso, si accontentano di sbocconcellare uno stantio tramezzino, stando in piedi, o di consumare paste precotte sfornate dal micronde (dunque poco digeribili data la loro doppia cottura), oppure anche insalate plastico-ghiacciate, inumidite con dosi minimaliste di condimenti scadenti e contornate da pane molto grasso realizzato con farina industriale e strutto. Insomma un inno antitetico ai buoni precetti dello slow-food, e soprattutto un gravoso danno alla nostra digestione che ne risulta affaticata e compromessa.


Un pranzo corretto, secondo le ultime analisi nutrizionistiche, dovrebbe basarsi su un una piccola porzione di carboidrati complessi e di lenta assimilazione; una pasta di farina 00, integrale o semi integrale condita con verdure, oppure una porzione di lenticchie e legumi, fornirebbero la giusta ed equilibrata dose di energia e calorie in grado di consentirci di riprendere le proprie attività con una mente sveglia ed uno stomaco più leggero. Anche solo un piatto di pasta di quinoa accompagnata da un contorno leggero, (come verdure e peperoni scottati, ad esempio) rappresenterebbe un ottimo piatto sostanzioso e leggero nonchè bilanciato metabolicamente, e completo nell' apporto di proteine e minerali. Certamente non è facile reperire fuori di casa questi alimenti, allora sempre meglio ripiegare su una semplice insalata mista condita con limone, semi, e, se possibile, qualche pezzetto di mela e di noci (magari precedentemente preparate a casa). Ma la scelta più oculata sarebbe quella di preferire un panino di segale o qualche frutto, soprattutto cercando di camminare dopo l'assunzione del pasto, per consentire alla glicemia di mantenersi a livelli adeguati.


Non dimentichiamoci che il nostro metabolismo raggiunge il picco massimo al mattino, e dunque è durante la colazione che si possono assumere maggiori quantità di carboidrati e di grassi perchè l'inulina che controlla livelli di zucchero, ed il cortisolo che determina il ritmo pressorio, sono ottimizzati e tutto ciò che ingeriamo viene metabolizzato velocemente e convertito in energia senza appesantire. Durante il pranzo (da cui dobbiamo assumere circa il 35% del fabbisogno giornaliero, all' incirca 600 calorie), invece c'è necessità di carboidrati scelti (riso e pasta, composta anche da farine meno nobili, quali kamut, sesamo, grano saraceno, ecc...), accompagnati sempre da fibre, verdure e legumi, per ottenere la massima funzionalità tiroidea che ci consentano appieno forza e vitalità. Le proteine contenute nella carne e nel pesce dovranno invece essere consumate prevalentemente di sera, idonee all'accrescimento cellulare notturno, in quanto l'insulina rallenta e si rischia, qualora si ripiegasse ancora sui carboidrati, un accumulo eccessivo di massa grassa.


Attenzione a non incorre al pluriabusato piatto di mozzarella e pomodoro che non risulta essere nè digeribile, nè saziante e niente meno equilibrato. Infatti il licopene, rilasciato dal pomodoro, in associazione al latticino, non sarebbe in grado di rilasciare i suoi ottimi benefici antiossidanti e prevarrebbe il contenuto dei grassi. Inoltre in una dieta equilibrata limitare il consumo dei latticini (fondamentali per l'apporto di calcio, ma spesso intolleranti) ed optare per gustare il formaggio una o due volte al massimo durante la settimana, scegliendo il tipo più adatto al proprio profilo personale, (ossia, magro o grasso, a seconda delle esigenze nutizionali e fisiologiche) è un precetto molto sano. Insomma riuscire ad assaporare un pranzo "soft" con tempistiche rallentate, gioverebbe al fisico, all'umore, ed alla produttività.

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